L’Anticristo
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L’Anticristo

Il senso della vita
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L’Anticristo
L’Anticristo

 

(di Antonella Tommaselli)

Riflessione del mondo di Eumeswil

Ama e fai ciò che vuoi, dice Sant’Agostino! Una bella esortazione. E non si riferisce ad amare solo se stessi. Quest’arte così rara nel senso e modo più compiuto porta a comportamenti, al giorno d’oggi, interpretabili come anomali.

Nei detti e fatti dei padri del deserto vi è il racconto di due monaci che tentano, per imitare l’uomo medio, a litigare e non vi riescono, tanto il loro esercizio e la loro pratica è forte e lontana da tale tendenza e condizione. Un autocontrollo ed una apertura a cedere considerevole e cosciente.

Si osservano due edifici in pessime condizioni quasi a pelo del mare… Uno ha una base stabile, l’altro totalmente precaria. Sebbene i due fabbricati siano in rovina, uno pare non precipitare nel nulla, divenire maceria, ma consumarsi nella caducità delle cose terrene.

Vi sono spiriti che tentano con vari e molteplici sforzi, sacrifici di allungarsi, ergersi verso una conoscenza e stato ampliato di vigilanza ed altri non avvertono tale richiamo, avvertono il richiamo di un mondo mefistofelico pur con o senza condizione di causa. Vi sono persone che avvertono all’interno del proprio mondo interiore ed esteriore uno sfregamento continuo o quasi tra due poli antitetici che li pone in uno stato di riflessione e meditazione assidua su quale sia la strada da seguire e l’azione da intraprendere. Quale sia la giusta lettura degli accadimenti. Vi sono persone che vivono e basta. Vi sono esseri che avvertono due forze una a favore della Vita ed una che la nega seppur in modo fraudolento. C’è poi chi accetta tale stato di cose e chi l’avversa, sapendo comunque, di non avere in mano la verità e certezza assoluta. Si dà il caso che poi attraverso studi molteplici la storia abbia attraversato momenti più o meno favorevoli. Si è giunti a pensare, soprattutto dal seicento ad oggi, all’esistenza di Penelope che tesse la notte o ancor meglio al crepuscolo la sua tela e di giorno, con la luce, questa tela si tenti di disfarla. Dal seicento ad oggi è un prolifererare delle società segrete tanto che molte hanno oramai la loro “chiesa” in bella vista che tenta di soppiantare quella così chiamata di Cristo, il suo corpo mistico. Sappiamo che le società segrete operano all’interno delle istituzioni e pure in Vaticano. Ma arriviamo piano piano al nostro video di oggi che vede come protagonista il filosofo Marco Vannini. Ci parlerà di un tema assai interessante, ricco di gran fascino ed intricato su cui mai si cessa di acquisire significati e conoscenze tanto è ricca la materia di studio. Il tema in questione è: L’ANTICRISTO. A partire dai testi appartenenti al mondo del mito e poi evangelici, la figura dell’Anticristo accompagna, fino ai nostri giorni, la storia dell’Occidente, confondendosi con le fantasie apocalittiche, anche uscendo dall’ambito specificamente cristiano. La ritroviamo nella letteratura, nel cinema, nei fumetti, nel web, agendo profondamente sull’immaginario collettivo e diventando cosi’ un mito utilizzabile nella propaganda ideologica e politica…

Marco Vannini analizzerà la figura dell’Anticristo ad ampio spettro tanto da nominarci Peter Thiele e le sue conferenze su tale argomento.

Si apprende da un giornale online, inoltre, dopo la realizzazione del video in oggetto di questo specifico scritto, quanto segue e si riporta. La data dell’articolo 1 giugno 2026:
“Il colloquio sull’Anticristo con Peter Thiel di Palantir è stato annullato

Una discussione programmata è stata annullata dopo che numerosi partecipanti hanno minacciato di ritirarsi dal Festival di Vienna a causa della presenza dell’investitore IT.

Il Festival di Vienna ha annullato la partecipazione prevista del magnate tecnologico tedesco-americano Peter Thiel in seguito alle crescenti critiche da parte degli sponsor e al massiccio esodo di altri partecipanti.

Il co-fondatore di PayPal e Palantir Technologies, noto per le sue controverse posizioni di destra e “transumaniste”, avrebbe dovuto partecipare a una discussione dal titolo Armageddon e l’Anticristo? Dalla teologia alla realpolitik. Quest’anno, il Festival si è autoproclamato Repubblica degli Dei, presentandosi come uno “spazio di critica radicale e nuovi inizi”.

Il panel in programma ha immediatamente suscitato polemiche: alcuni lo hanno visto come un’opportunità per dibattere le idee controverse di Thiel, mentre altri hanno sostenuto che la visione apocalittica dell’imprenditore non dovesse trovare spazio in alcun modo. La sua partecipazione è stata criticata dalle autorità cittadine di Vienna, che sponsorizzano il festival.

“L’invito rivolto a Peter Thiel sta giustamente suscitando grande malcontento tra il pubblico”, ha dichiarato al quotidiano Der Standard Veronica Kaup-Hasler, assessore alla Cultura del Comune di Vienna”.

Di questi nuovi mondi che, alcuni investitori tentano di strutturare e far venire alla ribalta, i giovani, o meglio alcuni gruppi di giovani, sono coloro che si sentono colpiti, rigettati e deprivati di valore così come un pò gli anziani. Sembra un mondo, per i più sensibili, che non riconosca più il valore umano. Un giovane che si sente soppiantato da una macchina si chiede il senso della sua vita, può sentirsi non voluto, inutile ed emerginato. A farne le penne il giovane coltivare di “velleità” spirituali, artistiche, artigianali ed agricole … Quelli che danno importanza allo spirito ed alla intelligenza divina, del cuore e delle mani. Ed ecco è proprio venuto il momento di dire largo, spazio ai giovani! Fatevi conoscere! Fate vedere a tutti quanti noi di che pasta siete fatti! Esprimetevi e cercate valori eterni … Non sentitevi inutili anzi abbiamo grande necessità di voi. Fatevi forza! Date vita a nuovi esempi di comunità spirituali. Avrete così tanti anziani da curare e prendervi cura di un mondo inquinato in varie e diversificate direzioni, pure a livello superiore, ciò molto caos…. Studiate storia delle religioni, filosofia, letteratura, storia, musica, poesia. Trovate soluzioni, nella storia passata, nei pensatori passati, per sopravvivere alle difficoltà che si paventano, crescendo, motivandovi. Comprendendo che il mondo ha bisogno di voi e siete la speranza dei più.

Ispirandoci, invece, noi del mondo di Eumeswil ad alcune indicazioni di Marco Vannini ci preme riportare un estratto di un saggio dello storico e filosofo Gianni Vannoni. Il saggio completo è possibile leggersi all’interno di uno dei fascicoli degli Annali di Eumeswil del 2015 dedicato al tema: IL MISTERO. Chi fosse interessato ad approfondire tale tema può richiedere al mondo di Eumeswil il numero in questione.

“IL MISTERIOSO NUBIUS
1846. Il padre Jacques Crétineau-Joly, il noto storico della Compagnia di Gesù, si trova ad Ancona dove sta per imbarcarsi per l’Oriente. Un messaggio del cardinal Lambruschini lo costringe a cambiare programma: il papa lo vuole subito a Roma, per affidargli un’importante missione.

Giunto nella capitale della cristianità, Gregorio XVI, che sarebbe morto poco dopo, lo incarica di scrivere una Storia delle società segrete.

Per questo lavoro erano messi a sua disposizione i documenti in possesso della Santa Sede, e veniva accreditato presso le corti di Vienna e di Napoli, affinché potesse avere accesso ai loro archivi segreti. Un’ occasione unica per uno storico; la storia si fa con i documenti e non vi è niente di più difficile che trovare la documentazione attinente alle società segrete, tanto più che si trattava di storia corrente, ancora magmatica e bruciante: il governo pontificio aveva messo la mano su un membro dell’Alta Vendita italiana, l’organismo superiore che dirigeva le trame della carboneria, e questo colpo di fortuna si traduceva in materiale di inestimabile valore per il sagace Crétineau-July, storico acuto e brillante, eruditissimo, nonostante il suono infelice del suo nome e l’oblio di cui gode presso i posteri.

Ma il pericolo stava proprio nel valore della documentazione, e nell’argomento, che coinvolgeva troppe personalità, tuttora potenti e ben decise a non lasciarsi denunciare in pubblico. Di ritorno da Vienna, dove conosce i primi ostacoli, malgrado la gentilezza del Metternich, presso il personale massonico della Cancelleria austriaca, Crétineau-Joly nel novembre si ritira a Genova, con l’intenzione di coordinare i suoi pensieri, le osservazioni e i materiali raccolti, e di rimanere quindi del tutto appartato dalla vita di relazione. Ma ecco che, appena sistemato arriva monsignor Antonucci”…
Tante avversità sopraggiungono tanto che lo storico è costretto a dar fuoco alle sue carte…

Riprendiamo con un lungo salto il testo di Gianni Vannoni:

(…) “Terminata la fase delle speranze e delle illusioni generose con il rovesciamento del trono pontificio, durante l’esilio di Gaeta si dà di nuovo il via al disincantato Crétineau-Joly, il quale rimette mano all’ opera interrotta. La Storia delle società segrete é quasi ultimata, e in parte stampata, quando lo si blocca nuovamente per un riguardo diplomatico dovuto alla famiglia dei Bonaparte, ritornata al potere in Francia. Basta: Crétineau-Joly prende le bozze di stampa e le getta alle fiamme.

Ma una parte del materiale raccolto per l’opera distrutta, verrà da lui impiegato in seguito nei due volumi de L’Egliese Romaine en face de la Revolution, impressi a Parigi da Plon nel 1859.

“Opera composta su documenti inediti “ avverte il frontespizio; ed è proprio da questa fonte che si viene a conoscenza della presenza e dell’azione del misterioso settario, che si cela sotto il nome di NUBIUS. Quest’uomo è una nube, il cui segreto non è stato squarciato per motivi analoghi a quelli che preclusero l’opera principale. Non è dato, cioè, il suo vero nome, poiché sotto lo pseudonimo di guerra si nascondeva l’indentità di un membro di una importante famiglia italiana.

L’Egliese Romaine en face de la Revolution fu approvata da un Breve di Pio IX; e una Nota ufficiale del segretario delle Lettere latine, monsignor Fioravanti, attestava che i documenti ivi prodotti provenivano dagli archivi del Vaticano, ed erano stati riscontrati da lui stesso sugli originali.

Apriamo dunque le pagine dalle quali ci balza incontro NUBIUS. Inviato a Roma per controbilanciare l’opera instancabile che il cardinal Bernetti conduce contro i settari per ordine di Leone XII, NUBIUS non ha ancora raggiunto il trentesimo anno della sua vita, e già gode di una grande celebrità nel mondo sotterraneo delle società segrete. Bello, ricco, eloquente, prodigo, affascinante, cinico e corrotto, non è meno prestigioso e beneamato nel gran mondo della società ufficiale.

Nell’Europa francofona Buonarroti e Voyer d’Argenson, Charles Teste e il generale La Fayette, Bazard e Saint -Simon, assicicura Cretineau-Joly, lo consultano come l’oracolo di Delfi. Nell’Europa centrale e orientale i rivoluzionari più importanti e più introdotti , Tscharner, Heymann, Jacobi, Chodzko, Lieven, Pestel, Mouravieff, Strauss, Pallavicini, Driesten, Ben, Bathyani, Oppenheim, Klauss e Carolus lo interrogano sulla via da seguire in previsione di questo o quell’avvicinamento, e lui risponde a tutti, per ciascuno a un consiglio ed una direttiva. La sua attività prodigiosa lo porta dovunque, talora per raffrenare, talaltra per ravvivare zelo dei cospiratori, organizzando in ogni luogo un complotto permanente contro i troni e gli altari. Il fascino che esercita sui cuori femminili non è l’ultima delle sue risorse, poiché valuta l’utilità dell’amore ben più che le dolcezze. Ma anche presso severi cardinali gode di entrature e relazioni. E’ per questo che si decide di inviarlo a Roma, dopo anni trascorsi in viaggi e piaceri. Non vi ha mai soggiornato ufficialmente, il momento è arrivato di situarlo, poiché dal conclave è emerso vittorioso il candidato della linea dura, il Papa degli “zelanti”, Annibale Sermattei della Genga. NUBIUS deve capovolgere la situazione. La sua è una impresa di grande ambizione e di lunga durata. Il 3 aprile 1824 scrive in questi termini a un altro congiurato, che si cela sotto il nome convenuto di Volpe:

“Le nostre spalle sono state caricate di un pesante fardello, caro Volpe. Dobbiamo fare l’educazione immorale della Chiesa, e arrivare, con piccoli mezzi ben graduati benché assai mal definiti, al trionfo dell’idea rivoluzionaria per mezzo di un papa. In questo progetto, che mi è sempre sembrato di un calcolo sovrumano, noi procediamo ancora a tentoni; ma non sono ancora due mesi che mi trovo a Roma, e già comincio ad abituarmi all’esistenza nuova che mi è stata destinata.

(…) Vi è una certa parte del clero che abbocca alle nostre dottrine con una vivacità meravigliosa: è il prete che non avrà mai altro impegno all’infuori di dire la messa, altro passatempo che quello di aspettare in un caffè che suonino due ore dopo l’Ave Maria per andare a dormire. Questo prete, il più grande ozioso di tutti gli oziosi che ingombrano la città eterna, mi sembra creato per servire da strumento alle società segrete. E’ povero, ardente, disoccupato, ambizioso; sa di essere diseredato dai beni di questo mondo; si sente troppo lontano dal sole delle protezioni per potersi riscaldare, e rabbrividisce nella miseria mormorando contro l’ingiusta riparazione degli onori e dei beni della Chiesa. Noi cominciamo a utilizzare questi sordi malumori che la naturale incuria osava appena confessare a se’ stessa. All’ingrediente di questi preti locali senza funzione e senza altro carattere che un mantello ed un cappello stracciati ed informi, aggiungiamo per quanto è possibile una misura di preti corsi e genovesi che arrivano tutti a Roma credendo di avere la tiara nella valigia. Da quando Napoleone ha visto il giorno nella loro isola, non c’è uno di questi corsi che non si creda un Bonaparte pontificio. Questa ambizione, attualmente molto diffusa, ci è stata favorevole; ci ha aperto delle vie che probabilmente sarebbero rimaste sconosciute per parecchio tempo. Ci serve a consolidare, a illuminare la strada che battiamo, e i loro lamenti, arricchiti di tutti i commenti e di tutte le maledizioni, ci offrono dei punti di appoggio ai quali non avremmo mai pensato.

La terra fermenta, il germe si sviluppa, ma la messe è ben lontana ancora”.

NUBIUS non perde tempo. In altre lettere, scritte nello stesso periodo, si può constatare come, grazie alla sua abilità ed al suo nome, si sia creato in Roma una posizione al di sopra di ogni sospetto. “Io passo-scrive all’ebreo prussiano Klauss- qualche volta un’ora alla mattina con il vecchio cardinal della Somaglia, il segretario di Stato; monto a cavallo sia col duca di Laval, sia con il principe Cariati; vado, dopo la messa, a baciare la mano della bella principessa Doria, dove incontro assai spesso il bel Bernetti; di là corso presso il cardinal Pallotta, un Torquemada moderno che fa abbastanza onore al nostro spirito d’invenzione; poi visito nelle loro cellette il procuratore generale dell’Inquisizione, il domenicano Jabalot, il teatino Ventura o il francescano Orioli. La sera, rincomincio presso altri questa vita di ozio così ben occupata agli occhi del mondo e della corte; il giorno dopo riprendo questa enorme catena. (Qui questo si chiama far marciare le cose). In un paese dove l’ immobilità sola é una professione ed arte, bisogna ammettere che malgrado ciò i progressi della causa sono sensibili. Non contiamo i preti conquistati, i giovani chierici sedotti, non lo potremmo e non lo vorrei; ma ci sono degli indizi che non credo possano ingannare occhi esercitati, e si sente da lontano, da molto lontano, il movimento che comincia. Per fortuna non abbiamo in dote l’irrequietezza dei francesi. Non vogliamo lasciarlo maturare prima di utilizzarlo. È il solo mezzo per agire a colpo sicuro. Voi mi avete parlato spesso di un aiuto, quando il vuoto si fosse fatto sentire nella borsa comune. L’ora è arrivata. Per lavorare alla futura confezione di un papa, noi non abbiamo più un papalino, e voi sapete per esperienza che il denaro è dappertutto, e qui principalmente, il nervo della guerra. Io vi dò delle notizie che vi andranno dritte all’anima; in cambio mettete a nostra disposizione dei talleri, molti talleri. E’ la migliore artiglieria per combattere in breccia il seggio di Pietro”.

Secondo Crétineau-Joly l’opera di NUBIUS – caduto in preda ad una vecchiezza precoce, alla quale forse non fu estranea la somministrazione di qualche veleno insidioso- non venne perseguita dalle società segrete, e si spense insieme alle sue facoltà mentali. Crétineau-Joly era un gesuita della Vandea, e non poteva ammettere l’idea per lui assolutamente folle di un papa votato all’Anticristo, Che avrebbe ridotto il cattolicesimo a una sorta di essoterismo massonico, a una maschera dipinta dalle società segrete. Perciò il caso NUBIUS era da archiviare, dopo averlo debitamente registrato.

Tuttavia per ben due volte, nel secolo scorso, si è parlato di papabili che sarebbero stati affiliati alla massoneria. L’uno il cardinale Rampolla, era divenuto l’uomo di fiducia di Leone XIII, ma durante il Conclave, che seguì alla morte di quel pontefice, la probabile elezione ne fu impedita dal veto dell’imperatore d’Austria, comunicato ufficialmente dal cardinale Kniaz de Kolzielsko Puzyna; l’altro papabile, un cardinale italiano che era stato molto vicino a Paolo VI, e che si credeva destinato a raccogliere l’eredità pontificia, si è spento a Firenze nel 1982”.
Ricapitoliamo gli ultimi avvenimenti, sempre Gianni Vannoni a scrivere:

“Tuttavia il progetto di NUBIUS, “arrivare al trionfo dell’idea rivoluzionaria per mezzo di un Papa”, non sembra affatto archiviato.

Nel Conclave che seguì alla morte di Leone XIII, la probabile elezione di un papa affiliato alla massoneria fu impedita dal veto dell’imperatore d’Austria, comunicato ufficialmente dal cardinale Kniaz de Kolzielsko Puzyna. Secondo la tradizionale interpretazione della Seconda Lettera ai Tessalonicesi, in cui si legge che qualcosa impedisce l’avvento dell’Anticristo, “quel che lo trattiene “ (katechon) sarebbe appunto l’Impero. Nel 1914, con l’assassinio dell’erede al trono, si scatena la guerra mondiale, che Benedetto XV definisce “ inutile strage”. Ma la strage non è inutile, perché spazza via l’ostacolo che sbarrava la strada alla manifestazione dell’Anticriso, cioè l’Impero degli Asburgo. Non sarà la signora Merkel a impedire che il progetto di NUBIUS vada a buon fine. Nel 2013 papa Ratzinger viene costretto a mettersi da parte e al suo posto viene eletto Bergoglio, che nel 2015 mostra sorridendo ai mass-media di tutto il mondo l’immagine di Cristo inchiodata sulla falce – e – martello. Il simbolo del comunismo ha sostituito la croce, l’idea rivoluzionaria trionfa per mezzo di un papa”.

A.T. del mondo di Eumeswil

VIDEO. L’Anticristo. Con Marco Vannini

 

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 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

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