La vita ed il suo divenire - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Dom, Giu

La vita ed il suo divenire

Il senso della vita
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VIDEO. Ictus: Ricercare un nuovo senso al vivere. Con Domenico Inzitar

 

3 milioni circa sono stimati i morti di Covid all’anno. Circa 8 milioni l’anno sono le persone che ci abbandonano a causa di ictus nel mondo! Possiamo pertanto definire questa la vera pandemia! Nel corso dell’intervista a Domenico Inzitari, luminare di neurologia, dal titolo: Ictus.

Ricercare un nuovo senso di vivere si parlerà dei sintomi che aiutano a riconoscere il conclamarsi dell’evento, le cure, ma soprattutto la tempestività con cui occorre intervenire. Si sottolineerà l’importanza del rapporto medico paziente! Il buon uso del cervello...

Noi ci teniamo invece a sottolineare di rosso l’importanza dei rapporti umani in un mondo dove apparentemente è sempre più facile entrare in contatto con gli altri (social), ma dove ognuno è sempre più solo ed emarginato! La solitudine è fonte di ricchezza al termine di un itinerario di crescita personale.

Si legge in molti luoghi di preghiera: Beata solitudo, sola beatitudo. Gran peso e sofferenza è invece per chi si trova a viverla perché senza scelta! I malati di ictus ed i familiari soffrono così come il genere umano tutto, ma loro in particolar modo, spesso, vengono lasciati soli ad interagire con una grave malattia, molte volte, seriamente invalidante. Il dolore attanaglia la vita umana, ma può essere la chiave di svolta per una trasformazione interiore. Senza dolore - talvolta - non vi è ricerca consapevole dello stare bene. Se prendiamo, per esempio Gautama il Buddha, quando vide che sarebbe andato incontro alla malattia, alla vecchiaia e alla morte, trasformò radicalmente la sua vita in una nuova ricerca per divenire felice ed immortale. Un Maestro spirituale del 900, Gurdjieff insegna che solo attraverso la sofferenza volontaria la nostra vita può modificarsi e acquisire dei connotati elevati. Gurdijeff è quel Maestro spirituale che ispirò Battiato a comporre: "Cerco un centro di gravità permanente..." e a fondare la casa editrice l’Ottava...

Ci soffermiamo a pennellare persone che, nonostante prove difficili, a loro modo hanno mutato un destino complicato in serenità: una ragazza divenuta completamente spastica in tenera età, impotente di muoversi autonomamente e parlare in maniera comprensibile, riusciva a dipingere degli acquarelli di pregio tenendo un pennello in bocca.

Un treno, in India, ricolmo di gente in ogni dove, che mangia semini e quant’altro lasciando cadere ogni cosa per terra...

Una giovane, sprovvista di gambe, su un carrellino, si muove attraverso il treno, agilmente, ripulendolo tutto e lanciando un sorriso solare, caldo, pacifico e cantando allegra, emana ed arreca gioia a tutti i viaggiatori. Dovrebbero bastare solo questi due schizzi per vedere come alcune persone hanno la forza e la volontà, nonostante disavventure, di rendere la propria esistenza vivibile. Assistiamo in continuazione ad esseri eternamente o quasi infelici, nonostante la generosità della vita, persone che non riescono ad accertarsi che modificano il apparire anziché il loro mondo interiore...

È evidente che entrare in contatto con se stessi e con gli altri è complicato. Ancor più complicato può risultare il contatto tra il medico ed il paziente. Generalmente affinché accada questo vibrare, risuonare, accostarsi occorre creare una situazione di silenzio interiore, mentale, divenire dimentichi di sé, porsi in ascolto e creare un vuoto che consenta alla nostra interiorità di manifestarsi e/o di percepire l’altro. L’ascolto non può essere solo verbale, ma deve essere un ascolto empatico, un ascolto che si tramuta in lettura del volto, delle labbra, della gestualità, osservazione della postura, delle mani, delle pause. Molteplici sono i linguaggi con cui ci esprimiamo. Per conoscere il diverso e diverso è ognuno che non siamo noi, e talvolta noi stessi, per noi stessi, perché ci stupiamo anche di noi stessi e di ciò che possiamo dire e fare...

Perché ciascuno rappresenta un mondo e vede il mondo attraverso la sua rappresentazione di questi, e non solo...

Occorre tempo, dedizione, entrare in sintonia. Occorre cercare di comprendere la musica che ognuno di noi suona ed emana, occorre apprendere il suono che noi stessi pensiamo abbia l’altro. Occorre imparare a riconoscere anche la musica che l’altro suona ed interpreta così come lui la crede e la vive. Il malato come ancor più diverso del sano, spaventa. Rappresenta ciò che si potrebbe divenire...

È come un cartello che dice: tu potresti divenire così...

Solo l’accettazione della vita, entrare in sintonia col suo fluire, con le novità belle e brutte che ci arreca tenendo conto della transitorietà dell’esperienza che, di volta in volta, siamo chiamati a compiere e talvolta parrebbe destinati a compiere, aiuta ad accettare le prove e le sfide. Ogni situazione non sarà mai eterna sulla Terra, ma sempre provvisoria e non c’è prova - vi è scritto nel libro della Grande Saggezza - che uno non è capace di corrispondere altrimenti non sarebbe data. Solo uno sguardo distaccato su di se’, sugli altri e sul mondo unito ad uno sguardo lanciato sul mare, talvolta placido, talvolta mosso del vivere e divenire, aiuterà a rappresentare la vita in maniera più serena! Ancor meglio dovrebbe essere, se uno si sofferma a considerare, in base alla propria concezione esistenziale quale sarà la destinazione finale, ultima...

Imparare ad accettare - con forza, slancio vitale- ciò che la vita ci propone -di volta in volta - aiuterà l’interpretazione della nostra "persona"! In realtà siamo quasi tutti maschere chiamate a recitare parti...

Solo - forse - alla fine - verrà valutato il grado della nostra interpretazione...

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L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

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