STMicroelectronics, con Invitalia 250 mln investiti e 600 posti salvaguardati a Catania - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
16
Dom, Mag

STMicroelectronics, con Invitalia 250 mln investiti e 600 posti salvaguardati a Catania

Lavoro
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

Oltre 600 posti di lavoro salvaguardati e un investimento di 250 milioni di euro a Catania, per produrre in una nuova struttura all’avanguardia i microchip del futuro. Un risultato ottenuto da STMicroelectronics, azienda globale leader nella realizzazione di dispositivi a semiconduttore utilizzati nel settore dell’automobile, nell’elettronica di consumo e in quella industriale. Il progetto è stato realizzato grazie al finanziamento di quasi 38 milioni di euro messo in campo da Invitalia con il contratto di sviluppo a STMicroelectronics, Cnr e Università di Catania.  

“STMicroelectronics è l’azienda leader in Europa e tra le prime società al mondo per la produzione di dispositivi a semiconduttore, quelli che tutti identificano come chip. Le tecnologie e i prodotti che progettiamo e sviluppiamo si trovano in numerose applicazioni, ovunque la microelettronica possa dare un contributo positivo alla vita quotidiana delle persone. E ciò sarà ancora più vero in futuro, visto che siamo molto impegnati nella mobilità intelligente, nell’auto elettrica, nella gestione dell’energia, nell’Internet delle cose e nel 5G”, dichiara Orio Bellezza, amministratore delegato di STMicroelectronics Italia. 

“L’attività manifatturiera nel settore dei semiconduttori - spiega - ha costi di impianto elevatissimi, si parla di centinaia di milioni di euro per la realizzazione delle aree di produzione e soprattutto per l’acquisto dei macchinari che hanno un altissimo contenuto di ricerca tecnologica e di automazione. Grazie al finanziamento di Invitalia, abbiamo investito più di 250 milioni di euro a Catania per un progetto molto complesso che ha permesso di espandere la capacità produttiva della linea di produzione su fette di silicio da 200 millimetri. M9 è il nome dell’edificio che ospita la nuova area di lavorazione che si è aggiunta all’esistente”.  

“Sempre nell’ambito del contratto di sviluppo, guardando al futuro, abbiamo potenziato decisamente le attività di ricerca e sviluppo di eccellenza - prosegue - nel campo dei dispositivi innovativi di silicio e dei nuovi materiali compositi, il carburo di silicio e il nitruro di gallio. Non solo per STMicroelectronics ma per il mondo intero si prospettano grandi sviluppi in termini di prodotti e applicazioni appunto sul SiC e sul GaN perché questi materiali permettono di utilizzare e convertire energia con efficienze mai viste prima”. 

Per l’ad di STMicroelectronics Italia, “il contributo pubblico, autorizzato anche a livello comunitario, è stato di fondamentale importanza per rendere l’investimento sostenibile in Italia, in termini di strumenti, impianti di produzione, ricerca e sviluppo, e ha ulteriormente favorito lo sviluppo di nuove competenze all’interno dell’Università di Catania e del Cnr, anch’essi aderenti al contratto di sviluppo, con cui collaboriamo intensamente da decenni”. “In termini occupazionali, il programma prevedeva la salvaguardia di più di 600 addetti - ricorda Orio Bellezza - a fronte di un organico di circa 4mila dipendenti. Di fatto, i dipendenti, nel periodo di realizzazione dell’investimento, sono aumentati di 628 unità in Sicilia, grazie alla continua capacità di innovare, a questi investimenti e ad altri che abbiamo effettuato negli ultimi anni”.  

“Certo, non è semplice - ammette - far coincidere i tempi di esecuzione di due enti diversi, anche quando si tratta di due aziende. Ma guardando ai risultati possiamo senz’altro affermare che il supporto ricevuto da Invitalia è stato di fondamentale importanza nell’attrarre un investimento di questa portata e valore in Italia e in particolare in Sicilia. Ne sono felice per STMicroelectronics - conclude - ma anche per le ricadute che ha e avrà sull’ecosistema di conoscenze e competenze locali”.