Covid Italia, Zoomarine: non ha senso aspettare luglio per riaprire parchi, a rischio migliaia di posti di lavoro - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
10
Lun, Mag

Covid Italia, Zoomarine: non ha senso aspettare luglio per riaprire parchi, a rischio migliaia di posti di lavoro

Lavoro
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

"Troppo lontana la data del 1° luglio per riaprire i parchi italiani. Non ha senso aspettare così a lungo, soprattutto se si considera che la maggior parte delle attività nei parchi a tema si svolge abitualmente all’aperto, e quindi in maggiore sicurezza rispetto a tante altre attività indoor che invece riapriranno ben prima". Così Zoomarine che all'Adnkronos/Labitalia anticipa uno studio condotto dai virologi dell’Imperial college di Londra secondo cui "il virus Covid 19 verrebbe disattivato dall’acqua clorata delle piscine entro 30 secondi. Una condizione che ha consentito a piscine e parchi acquatici inglesi di riprendere regolarmente l’attività già da tempo".  

"Dall’Inghilterra - spiega Renato Lenzi, direttore operativo The Dolphin Company (la multinazionale proprietaria di Zoomarine) nonché membro del consiglio direttivo di Anesv (Associazione spettacoli viaggianti) e presidente di Eaam (Associazione europea mammiferi acquatici) - arriva una notizia straordinariamente interessante, supportata da evidenze scientifiche e studi medici che hanno consentito al Regno Unito di riaprire moltissime attività all’aperto, piscine e parchi acquatici in primis".  

"Sarebbe necessario - osserva - anche in Italia guardare con attenzione a modelli internazionali di analisi e approccio al Covid. L’Inghilterra in questo sta segnando la strada. Aspettare ancora due mesi significa mettere fortemente a rischio tutta la stagione 2021. Lavoriamo in sinergia con il governo e le autorità sanitarie per anticipare questa data e riaprire quanto prima. Sempre in massima sicurezza e nel rispetto dei protocolli Covid".  

"Tenere chiusi ancora due mesi i parchi italiani - ribadisce Lenzi - mette a rischio migliaia di posti di lavoro, nonché l’indotto turistico ed economico che abitualmente si attiva sui territori. Fare presto è la parola d’ordine per un settore che soffre dopo mesi e mesi di stop a tutte le attività". E per Zoomarine, il più grande parco marino italiano, ogni giorno in più di chiusura significa un impegno ingente per accudire gli animali ospitati dal parco, un’attività che in un anno di pandemia non si è mai fermata. Sono infatti 400 gli animali che richiedono assistenza quotidiana, cura e alimentazione tramite una squadra di più di 20 persone tra addestratori, biologi marini e veterinari che è tutti giorni presente al parco.  

Non c’è zona rossa che tenga per chi deve prendersi cura di animali così unici e delicati e anche in questi mesi di lockdown Zoomarine è rimasto operativo nelle operazioni quotidiane di cura e assistenza ai propri animali: 11 delfini, 14 pinnipedi, centinaia di coloratissimi uccelli tropicali, scoiattoli volanti, fenicotteri, lemuri, ibis, tartarughe. Trentatrè specie diverse convivono nell’habitat del più grande Parco marino italiano, assistiti senza sosta una squadra di esperti che il Covid non è riuscito a fermare. "La nostra - spiega Renato Lenzi - è prima di tutto una missione. Non c’è pandemia che tenga: da un anno, tutti i giorni, siamo qui per assistere e prenderci cura di oltre 400 preziosissimi animali. Abbiamo uno staff di più di 20 persone tra addestratori, veterinari, biologi ed esperti delle diverse specie animali che ospitiamo. Non siamo aperti al pubblico, ma ogni giorno trascorriamo la giornata al parco per far sentire presenza e vicinanza ai tanti animali che ospitiamo".  

"I delfini ad esempio - avverte - sono tra le specie che più interagiscono con l’uomo e con loro abbiamo conservato un rapporto di quotidiana vicinanza. Speriamo presto di rivedere il pubblico nei nostri parchi, ma intanto nell’anno di Covid che è trascorso tutti gli animali non sono mai stati lasciati soli per un minuto. Chiediamo al governo di valutare bene la condizione di parchi divertimento, delfinari, giardini zoologici in Italia: siamo pronti a riaprire subito con massima attenzione al rispetto delle regole di sicurezza". 

Situato a Torvaianica, alle porte di Roma, con i suoi 40 ettari di verde, acqua e attrazioni, Zoomarine è stata 15 anni fa la prima struttura nel nostro Paese a ricevere il riconoscimento di giardino zoologico. Zoomarine ha vinto numerosi riconoscimenti internazionali che ne attestano gli elevati standard di conservazione e salvaguardia del benessere animale (tra i tanti un autorevole primato, unico Parco in Italia e secondo in Europa a ricevere la prestigiosa certificazione della American humane) ed è membro certificato delle più importanti associazioni mondiali del settore, l’Ammpa (Alliance of marine mammal parks e aquariums), l’Eaam (European association for aquatic mammals) e l’Eaza (European association of zoos and aquaria).