Pd, Zingaretti: "E' tempo di una rigenerazione" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Lun, Ott

Pd, Zingaretti: "E' tempo di una rigenerazione"

Politica
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"Il 13 e 14 marzo abbiamo deciso di convocare la riunione della nostra assemblea nazionale per aprire una discussione sul futuro dell'Italia, del ruolo del Pd dopo la formazione del governo Draghi e quanto ci aspetta come Pd nei prossimi mesi e anni. E' tempo di una rigenerazione del Pd". Lo dice il segretario Nicola Zingaretti alla Direzione del Pd.  

Zingaretti sottolinea che "in queste settimane sono state fatte scelte molto importanti valorizzando la collegialità del gruppo dirigente. Nei 30 giorni successivi al 13 gennaio - giorno delle dimissioni delle ministre di Italia Viva - abbiamo svolto 4 comitati politici, 4 riunioni con i capigruppo, una riunione con il gruppo al Senato e una riunione con il gruppo alla Camera, una presidenza, due riunioni con i segretari regionali e quattro direzioni nazionali concluse sempre con un voto all'unanimità". 

"La linea politica scelta è stata condivisa insieme e tutto ha avuto una bussola - evidenzia - un'ispirazione: quella di assecondare, perché condiviso, l'appello del presidente Mattarella di evitare le elezioni anticipate ad ogni costo e ora l'Italia è in buone mani".  

"Io - aggiunge il segretario - mi assumo tutta la responsabilità politica di aver condotto il Pd alle scelte fatte. Ma allo stesso tempo rifiuto l'accusa di aver guidato un gruppo dirigente insensibile e non attento al tema di genere. Non è questa la nostra o la mia storia, non è questa la nostra o la mia visione".  

"Per il Pd la rappresentanza tutta maschile nel governo Draghi è stata una ferita e una battuta d'arresto e non vogliamo archiviarla come nulla fosse". L'assenza di donne è stata una "mortificazione" della storia del Pd "anche se resta intatto il giudizio sulle figure forti e autorevoli che ci rappresentano tutte e tutti".  

"Il dibattito che si è aperto dimostra che da noi ci si aspetta di più e io raccolgo la massima attenzione di questa aspettativa per trasformare tutto questo in un'opportunità di cambiamento. Questo è uno snodo fondamentale per la vite del partito e mentre il governo muove i primi passi, abbiamo scelto di affrontare a viso aperto e modo collegiale una questione che per noi è centrale e inderogabile e non andare avanti come nulla fosse - scandisce - perché questo non è un problema delle donne ma di tutto il Pd".  

"Raccolgo le polemiche e anche la delusione - aggiunge - come occasione per intensificare la nostra battaglia, non solo con le parole, su una direzione di marcia che abbiamo intrapreso da tempo. Possiamo rivendicare di essere il partito politico che si batte con più forza perché spazi, diritti ed energie delle donne siano valorizzati a pieno come condizione indispensabile di giustizia per tutti".  

"Siamo l'unico partito che ha posto il tema di genere a base di un nuovo modello di sviluppo del Paese, un impegno più che mai necessario non tanto o solo per le donne, ma per l'Italia", "non siamo al giorno zero ".  

Poi l'immigrazione. "I dl Salvini sono stati approvati da questo Parlamento, quell'obbrobrio giuridico è stato votato da questo Parlamento nel 2018. Io non ero segretario ma da amministratore lo ricordo bene perché iniziò lo smantellamento della rete di accoglienza - rimarca - I dl Lamorgese che hanno cancellato i dl Salvini sono stati approvati da questo stesso Parlamento e non ci ha regalato niente nessuno". 

E' stato fatto "grazie al lavoro del governo, del Pd, di Lamorgese e del sottosegretario Matteo Mauri. Non è stata la Divina Provvidenza ma la nostra buona politica a fare la differenza - rivendica - Abbiamo portato avanti una battaglia politica partendo da numeri esigui e costruendo alleanze nello stesso Parlamento abbiamo capovolto gli orientamenti legislativi".  

Dalla Direzione Zingaretti ripropone "un'agenda per cambiare l'Italia che rimetta dentro la centralità delle donne. Dieci punti da realizzare e per i quali dovremo batterci insieme o non si faranno mai senza il nostro presidio".  

"Rafforzare da dieci giorni a tre mesi il congedo parentale di paternità e aumentare la retribuzione del congedo parentale facoltativo, aumentando i nidi. Adottare una legge sulla parità salariale, ed è molto positivo l'orientamento del ministro Orlando di istituire una direzione presieduta da Laura Pennacchi che inizi questo lavoro rivoluzionario. Incentivi anche selettivi per l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Rafforzare il fondo permanente per l'imprenditoria femminile per sostenere nuove imprese e start up innovative. Sostenere la formazione femminile nelle materie scientifiche e tecnologiche".  

Ed ancora "investire nell'educazione al rispetto e alla valorizzazione delle diversità contrastando discriminazioni e stereotipi. Rafforzare la medicina di genere, politiche di sostegno alla salute riproduttiva delle donne. Rafforzare i consultori familiari, garantendo la piena applicazione della legge 194 e dell'aborto farmacologico. Prevenire e contrastare la violenza sulle donne valorizzando i centri antiviolenza e accompagnando le vittime dalla fase della violenza al recupero dell'indipendenza. Promuovere la presenza femminile ai vertici delle istituzioni e dei cda, trasmissione del cognome materno nel codice civile".  

Quindi l'appello all'unità: "Se provassimo ogni tanto - fatemi dire con ironia - per sbaglio a non polemizzare su tutto ma a riuscire a guardare le cose concrete, tutto sarebbe più semplice e ci farebbe capire qual è il Pd che serve: una forza riformista, con contenuti chiari a vocazione maggioritaria e che non vuole essere una forza solo di testimonianza ma che attorno ha una propria visione, costruisce le alleanze e i numeri per vincere".  

"Nei prossimi mesi sarà tutto molto più complesso dei mesi passati anche perché la nostra rappresentanza al governo ora è tornata ad essere proporzionale alla nostra forza in Parlamento", una forza esigua "per la terribile sconfitta del 2018 e le scissioni. Da 23 siamo passati a 9" nella squadra di governo "ma se dovremo combattere, lo faremo e ora l'unità nel pluralismo è 100 volte più necessaria per evitare di implodere e allontanarci dalla vita delle persone".