Pd, Bettini: "Dimissioni Zingaretti? Un trauma" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
20
Mer, Ott

Pd, Bettini: "Dimissioni Zingaretti? Un trauma"

Politica
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

Le dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario Pd sono state un "trauma forte, anche sul piano umano e personale". Lo afferma Goffredo Bettini in una intervista al "Corriere della Sera" nella quale, affrontando la crisi che si è aperta nel partito e sulla ventilata soluzione che potrebbe essere affidata alla guida di Enrico Letta, dice: "Letta è una figura molto forte e competente. La stimo e la rispetto. Non avrei alcuna preclusione nel sostenerlo".  

"Tuttavia qualsiasi sia la scelta del nome che prevarrà nell'Assemblea nazionale, essa dovrà garantire quel confronto nel Pd che non può ulteriormente attendere. Per quanto mi riguarda questo confronto lo sosterrò con l'orgoglio di ciò che è stato realizzato da Zingaretti negli ultimi due anni".  

"Lo stillicidio - continua l'esponente Pd - ha riguardato anche me. Alcune critiche mi sono sembrate ragionevoli e di livello, altre offensive e mistificatorie". Su piano umano, oltreché politico, c'è stata una "mancanza di rispetto verso Zingaretti" che "anche in queste ore viene descritto come un segretario travicello, subalterno al mio presunto fascino diabolico", un "semplice esecutore di 'ricette' imposte dagli altri. Poi si sono accorti tutti, dopo che ha lasciato, della sua grande popolarità".  

Secondo Bettini, il segretario uscente "ha aperto la crisi su due questioni fondamentali. La forma del partito e la necessità di un chiarimento sulla sua natura e i suoi compiti. Ha detto con sincerità che non si sentiva più in grado di sciogliere questi nodi. Non so cosa deciderà l'assemblea di domenica. Ma al di là dei nomi, se non si apre da subito un confronto vero attorno a queste domande, non solo il Pd, ma l'intera sinistra subirà un duro colpo".