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Dom, Ott

Pd, Gualtieri candidato sindaco di Roma? Per ora nessuna "fuga in avanti"

Politica
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Roberto Gualtieri candidato sindaco di Roma per il Pd? Dopo le indiscrezioni di ieri che davano l'ex ministro pronto per il Campidoglio, arriva la frenata dem - con tanto di "irritazione" congiunta - dopo l'incontro di oggi fra il diretto interessato e il neo segretario Enrico Letta.

Secondo fonti del Nazareno, entrambi sarebbero infatti "irritati da inutili fughe in avanti" sulla questione. Fughe definite "gravi", perché "non è il momento di decisioni o annunci, non c'è una data delle elezioni amministrative, il Paese è alle prese con la pandemia a Roma e zona rossa".  

Gualtieri, da parte sua, ha spiegato di non aver ancora deciso e di aver bisogno di "ulteriore tempo per riflettere". Letta, che ieri ha avuto una prima riunione con il Pd cittadino e regionale durante la quale aveva già decretato lo "stop ai motori", oggi ha quindi ribadito l'inizio di "un confronto insieme al Pd locale per fare in modo di arrivare tutti insieme a una decisione sulla candidatura in aprile". Infine, sottolineano le stesse fonti, Letta e Gualtieri si sono rinnovati i sensi di un "rapporto di stima e amicizia reciproca". A confermare la disponibilità a candidarsi dell'ex ministro erano state ieri fonti del Pd romano, mentre a quando apprendeva l'Adnkronos la candidatura era al vaglio del partito della Capitale e degli alleati. Non si escludeva, inoltre, il possibile ricorso ad eventuali primarie. 

Niente di certo, insomma, e la "fuga in avanti" - come da valutazione a denti stretti da parte di un dirigente dem di ieri - per ora non c'è stata. Una valutazione non tanto poi legata al nome del candidato, ma al contesto. E infatti, poco dopo era stato la stesso Letta a chiarire che quello di Gualtieri sarebbe "un ottimo nome, è un grande amico". Ma il segretario del Pd, oltre ad essere entrato al Nazareno solo da qualche giorno, è anche impegnato per sua stessa volontà in un'opera di tessitura di un quadro di alleanze tali da "creare le condizioni per vincere nel 2023". Un lavoro appena partito. In quest'ottica, una accelerazione sul sindaco di Roma e in un quadro gioco forza non certo costruito da Letta, può in qualche modo disturbare. Tra l'altro, il segretario del Pd ha già annunciato una serie di faccia a faccia con i tutti i leader di centrosinistra. Lo stesso segretario dem poi, ieri davanti alla Stampa estera, aveva quindi spiegato: "Mi occuperò di Roma immediatamente”, la città "vive delle grandi difficoltà. Avremo modo di affrontare questi temi preparando il progetto del Pd: per questo motivo incontrerò Gualtieri al più presto possibile". Oggi il faccia a faccia al Nazareno. 

La notizia di un'eventuale candidatura di Gualtieri aveva intanto suscitato il disappunto del leader di Azione Carlo Calenda, per il quale appariva "evidente la scelta di rompere. Ci confronteremo alle elezioni", spiegava, aggiungendo: "Mi sono candidato il 12 ottobre. Ho ritenuto di avvertire l’allora segretario Zingaretti per cercare di tenere unito il centrosinistra. Per la stessa ragione abbiamo partecipato a un tavolo di coalizione sparito nel nulla. In questo lungo periodo ho lavorato sul programma. Abbiamo incontrato 500 associazioni di cittadini e analizzato i problemi di Roma quartiere per quartiere. Ora apprendiamo dai giornali, altro che tavoli e dialoghi, dell’imminente candidatura di Gualtieri. Appare evidente la scelta di rompere. Ci confronteremo alle elezioni”, sottolineava. 

Fredda la reazione del M5S, per il quale una candidatura di Gualtieri a sindaco di Roma - in contrasto con Raggi - non avrebbe in ogni caso cambiato "nulla, assolutamente. Rispetto la figura di Gualtieri ma il Movimento (che ovviamente farà il passaggio interno del voto) si tiene stretto Virginia Raggi e questo importante lavoro di 5 anni", le parole all'Adnkronos del deputato romano del M5S Francesco Silvestri, tesoriere del gruppo 5 Stelle alla Camera.