Lega Trentino, presidente Savoi si dimette dopo frasi sessiste - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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26
Mar, Ott

Lega Trentino, presidente Savoi si dimette dopo frasi sessiste

Politica
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Ha rassegnato le dimissioni il presidente della Lega Trentino, Alessandro Savoi, che, in un post aveva usato il termine 'troie', dopo aver attaccato Alessia Ambrosi, e Katia Rossato, consigliere provinciali di Trento, 'colpevoli' di aver lasciato il partito di Salvini per approdare in Fdi. Dimissioni su cui lo stesso leader della Lega, Matteo Salvini, impegnato a Palermo per il suo processo, si limita a un "ha fatto bene". 

Ripercorrendo la vicenda, l'addio dei consiglieri aveva fatto andare su tutte le furie Savoi, il quale sui social aveva accusato i fuoriusciti - cui si aggiunge anche il consigliere comunale di Trento, Daniele Dematté - definiti 'torobetti', ('burattini' nel dialetto locale), parlando di 'gente infame' e 'traditori'. In un post poi aveva rincarato la dose: "E niente. Nella vita, come nella politica, i leoni restano leoni, i cani restano cani e le troie restano troie". Scatenando una bufera.  

L'attacco sessista e volgare non passa inosservato. A puntare il dito c'è la giornalista Selvaggia Lucarelli che ironizza: "un post pacato, degno del partito che rappresenta", postando le parole di Savoi. Intanto all'Adnkronos arriva o sfogo di Ambrosi, una delle due consigliere nel mirino di Savoi. "Sono basita - dice la neoconsigliera di Fdi - ora mi aspetto le sue scuse".  

Nel frattempo a Ambrosi e a Rossato arrivano attestati di solidarietà bipartisan. Dal partito di Giorgia Meloni intervengono le deputate Isabella Rauti e Maria Cristina Caretta, mentre dal Pd la senatrice Valeria Valente, presidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio a Palazzo Madama, chiede ai vertici della Lega di intervenire.  

Il questore del Consiglio regionale, Alessandro Urzì annuncia che porterà il caso in Aula. E' pressing sulle dimissioni. Che alla fine arrivano:"Mi assumo la responsabilità delle mie parole - che sono il primo a riconoscere frutto di un grave errore - e formulo le mie scuse a quante si sono da esse sentite offese nella loro dignità personale, prima che politica e istituzionale", fa sapere l'ormai ex presidente dei leghisti in Trentino Savoi.  

Scuse che la consigliera Ambrosi accetta: "Prendo atto delle dimissioni e delle scuse, che accolgo, e che chiudono un incidente particolarmente spiacevole a livello sia politico sia personale", dice ancora all'AdnKronos. "Auspico e confido che a partire da questo momento, tra le forze di centrodestra e più in generale tra ogni partito e schieramento politico, possa svilupparsi in Trentino un confronto sempre all'insegna del rispetto reciproco", conclude l'ex leghista.