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Dom, Lug

Dl Sostegni, Tributaristi Int: "Su cartelle bene Draghi su modifica riscossione"

Politica
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Il via libera al decreto Sostegni è positivo anche se gli interventi a sostegno delle attività produttive sono limitati e in ritardo. Ed è positivo anche il richiamo del Premier Mario Draghi sulla necessità di modificare a monte il sistema della riscossione. E' questo, in sintesi, il giudizio espresso dall'Int, l'istituto nazionale tributaristi, sulle misure approvate dal Governo. 

L'Int "ritiene positivo, anche se limitato e tardivo rispetto alle restrizioni, l’intervento a favore di imprese e professionisti soprattutto in rapporto ai fondi a disposizione ovvero i 32 miliardi di scostamento approvati dal parlamento in gennaio. Bisognerà però attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per valutare in dettaglio le modalità di richiesta ed i limiti che, nonostante l’auspicato abbandono dei codici Ateco come individuazione delle attività, è ancorato alla perdita del 30%, limite previsto dagli aiuti di stato a livello europeo. Un primo sostegno ad imprese e professionisti che necessiterà di un ulteriore intervento ad aprile". “Il Governo - dichiara il presidente dell'Int Riccardo Alemanno - ha fatto ciò che era in suo potere in rapporto ai fondi a disposizione, ma occorre ancora un maggiore sforzo, perché le restrizioni imposte dalla pandemia permangono ed è necessario un ulteriore scostamento di bilancio ed un ulteriore intervento in aprile, magari superando il limite degli aiuti di stato". 

"Sul fronte annullamento delle iscrizioni a ruolo, da un lato necessario per sfoltire le sedimentazioni degli importi che non potranno essere riscossi, bene le limitazioni di reddito e di annualità, ma bene soprattutto - sottolinea Alemanno - quanto dichiarato dal Presidente Draghi in merito alla necessità di modificare a monte il sistema della riscossione concausa dell’accumularsi di cartelle nel corso degli anni, ma oltre a questo che chiediamo da anni, è altresì necessario modificare il sistema sanzionatorio, ridurre la pressione fiscale e prevedere una dilazione ultrannuale, altrimenti - avverte infine - il rischio è che tale situazione si ripeta inevitabilmente nel prossimo futuro”.