Letta: "Renzi? Incontro andato alla grande, ma siamo diversi" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
25
Dom, Lug

Letta: "Renzi? Incontro andato alla grande, ma siamo diversi"

Politica
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

Il recente incontro tra Enrico Letta e Matteo Renzi "è andato bene, alla grande". A dirlo è lo stesso segretario del Pd, stasera ospite a 'Dimartedì' su La7. Quello con il leader di Italia Viva, continua, è stato un incontro "franco, cordiale, utile, ma tra due persone diverse, su alcune cose d'accordo, su altre no", spiega quindi il dem. "Di nuovo al governo con Renzi? Io metto da parte le considerazione di tipo personale", assicura. 

Sull'emergenza coronavirus in Italia, continua poi Letta commentando gli attacchi del leader della Lega alle misure di chiusura per fronteggiare il covid "la soluzione di Salvini quale è? Avessimo seguito le sue soluzioni, oggi saremmo in una situazione molto peggiore e non voglio dire di più...". "Salvini dice alla gente quello che loro vogliono sentirsi dire - spiega il leader del Pd - . Anche io sono solidale con i ristoratori, ma credo che noi dobbiamo fare un decreto imprese, questa è una risposta seria, aiutarli non in modo generico, sui costi fissi". 

Il ddl Zan rischia di spaccare l'alleanza? "Non abbiamo intenzione di ammainare le nostre bandiere", risponde a chi gli segnala i rischi di uno scontro in maggioranza sulla legge contro l'omofobia. "Esistono - spiega - in ambito parlamentare discussioni sui diritti, queste sono le nostre bandiere, che non sono astratte, quando parlo di Ius soli e legge Zan parlo di cose che portano nel futuro e ci tolgono dal Medioevo".  

Per il dem "al governo c'è qualcuno che sembra starci solo per i fondi del recovery, altri invece si caricano la responsabilità di tutto, come il Pd". "Con Draghi - spiega - abbiamo calato l'asso, è l'italiano più credibile a livello internazionale, noi godiamo di una tregua sui mercati internazionali, che è la 'tregua Draghi'", Draghi, assicura "è una grande carta". E "sulla vicenda della leadership la parola deve andare agli elettori, toccherà a chi prende più voti", spiega, rispondendo a una domanda sulla leadership dell'alleanza, con l'ingresso di Conte alla guida del M5S. "Abbiamo perso voti perché siamo stati indicati come il partito del potere e di coloro che ce la fanno, penso che ci sia bisogno del partito della prossimità, dei territori, anche di quelli lontani", continua. "Non dobbiamo - sottolinea Letta - essere il partito del potere, siamo stati costretti ad andare al governo per salvare l'Italia, ma non vogliamo più essere il partito della protezione civile, chi vince le elezioni governa". 

Sulla riapertura delle aule agli studenti, "io sono contento che domani i ragazzi si sveglieranno per andare a scuola, sono contento che riaprano le scuole, come hanno fatto altri paesi europei". "Bisogna fare di tutto che oltre" all'attenzione al "tema della salute, si torni a portare i ragazzi a scuola", spiega Letta.