Vaccini, psicologi a Draghi: "Su di noi battuta infelice" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Dom, Ott

Vaccini, psicologi a Draghi: "Su di noi battuta infelice"

Politica
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"Caro Presidente Draghi, le confesso che ho trovato la sua battuta, in occasione della conferenza stampa di ieri, sugli psicologi di 35 anni che bisognerebbe smettere di vaccinare un inciampo infelice e irrispettoso di una categoria che sta offrendo supporto psicologico a centinaia di migliaia di persone. Persone angosciate, ansiose, alcune disperate perché hanno perso familiari, lavoro e identità". Lo ha dichiarato Federico Conte, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, in una nota.  

"I colloqui di supporto psicologico - ha spiegato Conte - si svolgono a distanza, ma anche in presenza, perché curare le relazioni attraverso una videocamera non sempre è possibile, né rappresenta la scelta migliore. Gli psicologi lavorano in studi, mediamente piccoli, dove respirano per un’ora la stessa aria, per poi far uscire un paziente e, subito dopo, farne entrare un altro. Un collega proprio ieri mi diceva che la scorsa settimana ne ha ricevuti 58 in cinque giorni. Ci sono poi gli psicologi che lavorano dando supporto ai medici e agli infermieri che curano i malati Covid, e che non ne possono più di questa situazione. Ma ci sono anche gli sono psicologi che lavorano nelle Rsa, o nelle scuole, e quelli che lavorano con le persone con disabilità, o con i malati oncologici. Il vaccino, credo sia evidente, non serve allo 'psicologo di 35 anni', ma ai suoi pazienti, che spesso sono pazienti fragili".  

"Non abbiamo ancora i dati - ha proseguito il presidente dell’Ordine - ma la percezione è che la domanda di intervento psicologico sia esplosa negli ultimi mesi, in una condizione di assoluta inadeguatezza del sistema sanitario nazionale. Ciò nonostante, ognuno di noi sta cercando di fare il meglio che può in una situazione oggettivamente complessa. Tra l’altro, l’obbligo di vaccinazione agli psicologi lo ha imposto il governo con il Dl 44/2021 della scorsa settimana, in cui ha stabilito che 'la vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione' e che il rifiuto della vaccinazione 'determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni'. Nessuno vuole una medaglia, ma un minimo di rispetto credo sia dovuto". 

La nota di Federico Conte arriva all'indomani di quella del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi che invitava il governo a informare sé stesso. "Può capitare - si leggeva nella nota a firma del presidente David Lazzari - di essere ottimi tecnici ma non brillare come comunicatori. Sorprendono infatti le affermazioni del presidente Draghi che nella sua conferenza stampa ha parlato di giovani psicologi che si fanno vaccinare scavalcando le persone anziane. Sorprendente da molti punti di vista: perché nessuno di noi ha chiesto di avere priorità, è stato il Governo a decidere le priorità vaccinali, ed in queste sono state incluse tutte le professioni sanitarie. Perché addirittura l'ultimo Decreto trasforma la facoltà in obbligo, esteso a tutti gli iscritti agli Ordini sanitari. Perché queste priorità e questi obblighi non sono determinati dal fine di proteggere i sanitari ma le persone, bambini e adulti, da loro seguiti". 

"E allora, signor Presidente - continuava Lazzari -, le dico che non ci sono solo gli Psicologi del SSN, ma ci sono le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano nella scuola per sostenere il disagio determinato da un anno di scuole chiuse; ci sono, signor Presidente, le migliaia di di psicologhe e psicologi che lavorano con soggetti fragili, bambini diversamente abili, con problemi di sviluppo e con le loro famiglie; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano con gli anziani, RSA, malati oncologici, persone con patologie croniche, nel fine vita; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che sono a fianco delle tante, troppe persone, che non ricevendo risposte dal pubblico per la mancanza scandalosa di psicologi, si rivolgono al privato". 

"Come li vogliamo considerare, signor Presidente, queste decine di migliaia di professionisti della salute psicologica? Ma soprattutto, come vogliamo considerare - recitava la nota - i bambini, i giovani, le donne, gli uomini, gli anziani, che stanno aiutando e che non sono vaccinati o non possono esserlo? Persone che non meritano nessuna protezione? Le persone che in Italia, ogni giorno, hanno bisogno di un aiuto psicologico sono un popolo. Un popolo al quale sinora il Governo non ha dato risposte. Ora vogliamo dire che tutti quelli che chiedono aiuto ad uno psicologo non sono meritevoli di protezione?", la domanda a conclusione della lettera a Draghi.