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Sab, Lug

M5S, Crimi 'taglia' i fondi a Rousseau

Politica
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Il Movimento 5 Stelle chiude ufficialmente i rubinetti dei fondi, destinati alla piattaforma Rousseau, e introduce nuove regole per le restituzioni dei parlamentari, che vengono già contestate da alcuni 'portavoce'. Ad annunciare la svolta, nel corso di un'assemblea telematica con i deputati grillini, è il reggente 5 Stelle Vito Crimi. Durante l'incontro sono state presentate le nuove regole per le rendicontazioni degli eletti: l'obiettivo dei vertici è rendere il M5S autonomo dal punto di vista economico. A partire dal mese di aprile deputati e senatori dovranno versare 2.500 euro a testa: 1.500 euro andranno alla collettività come 'restituzioni', i restanti 1.000 serviranno a finanziare l'organizzazione del nuovo Movimento 5 Stelle e confluiranno in un conto ad hoc aperto dal tesoriere Claudio Cominardi. 

La quota di 1.000 euro, ha spiegato Crimi, include anche i 300 euro per Rousseau che, a decorrere da aprile, non dovranno essere più versati. Crimi ha parlato anche dei rapporti, sempre più tesi, con l'Associazione di Davide Casaleggio: "Secondo i nostri legali non ci sono inadempienze da parte del Movimento... Le pretese economiche di Rousseau sono infondate sia nella quantificazione sia nella identificazione del M5S come soggetto obbligato. La pretesa di 450mila euro comprende al suo interno, come parte preponderante, le quote non versate dai parlamentari fuoriusciti", ha puntualizzato Crimi. Il Movimento, ha proseguito il capo politico, continuerà a dotarsi di una piattaforma tecnologica "sia per la gestione degli iscritti" sia per il perseguimento della "democrazia diretta", ma "la piattaforma deve essere gestita in totale autonomia dal Movimento e non da un soggetto terzo", ha rimarcato. 

Nel frattempo restano 'congelati' i soldi delle restituzioni. Sul conto del Comitato restituzioni ci sono 7,4 milioni di euro che non possiamo destinare ai progetti benefici perché Rousseau impedisce il voto sulla piattaforma: questo il senso del ragionamento espresso in assemblea dal capogruppo alla Camera Davide Crippa, a quanto apprende l'Adnkronos. Confermate le indiscrezioni secondo cui i vertici 5 Stelle sarebbero alla ricerca di una sede di partito nel cuore della Capitale: "Stiamo prendendo in considerazione delle soluzioni perché si possa avere un punto di riferimento qui a Roma", ha detto Crimi. 

Ma dagli eletti partono già le prime contestazioni. "A scatola chiusa io non accetto nulla. Voglio che sia Conte a comunicarci queste cose, con la nuova organizzazione", attacca il presidente della Commissione Agricoltura Filippo Gallinella. Stefano Buffagni chiede che non siano ripetuti gli errori del passato: "Serve chiarire quali spese verranno coperte con quel versamento per avere massima chiarezza. Non chiedo oggi un budget, ma almeno definire che costi vengono coperti". 

Duro l'intervento dell'ex sottosegretaria al Mise Mirella Liuzzi: "Stiamo decidendo per la prima volta di dare soldi al partito e non ai cittadini... Serve un progetto chiaro e lo dirò anche a Conte, bisogna capire come strutturarci sui territori e dove andranno questi soldi, altrimenti non funziona". "Ci chiedete di dare soldi al partito - attacca Federica Dieni, componente del Copasir - ma vogliamo sapere qual è il progetto del partito. Avrei preferito prima capire che cos'è questo nuovo Movimento. Poi decideremo come finanziarlo, magari anche aderendo al 2xMille". L'ipotesi di una adesione al 2xMille non incontra però il favore di Crimi: "E' un finanziamento pubblico a tutti gli effetti", sentenzia il capo politico. 

Ora la parola passa al leader in pectore Giuseppe Conte. Sabato e domenica l'ex premier vedrà su Zoom rispettivamente senatori e deputati per illustrare nel dettaglio le sue idee sulla rifondazione del Movimento. I gruppi scalpitano e chiedono all'avvocato del popolo parole definitive sui dossier più spinosi (dalla regola dei due mandati ai rapporti con Rousseau) e sul programma: "Questa volta da Conte ci aspettiamo un discorso meno vago di quello pronunciato la settimana scorsa...", l'invito che arriva da più fonti parlamentari.  

di Antonio Atte