Spettacoli - il Centro Tirreno
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Spettacoli

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<p> (Adnkronos) -
Robert Redford, l'affascinante star del grande schermo diventato regista premio Oscar, &egrave; morto nella mattina di oggi 16 settembre, nella sua casa nello Utah. L'attore e regista aveva 89 anni. La sua morte, avvenuta tra le<hr id="system-readmore" /> montagne nei dintorni di Provo, &egrave; stata annunciata in un comunicato da Cindi Berger, amministratrice delegata dell&rsquo;agenzia di pubbliche relazioni Rogers &amp; Cowan Pmk. Ha dichiarato che Redford &egrave; morto nel sonno, senza fornire una causa specifica.&nbsp;</p><p>I film di successo di Redford hanno spesso aiutato l&rsquo;America a comprendere s&eacute; stessa. Lontano dai riflettori, l'attore &egrave; stato un fervente sostenitore delle cause ambientali e ha promosso il movimento del cinema indipendente centrato sul Sundance Festival. Con una profonda avversione per l'approccio "semplificato" di Hollywood alla realizzazione dei film, Redford ha sempre preteso che i suoi lavori avessero un peso culturale, riuscendo spesso a far risuonare temi importanti &ndash; come il lutto o la corruzione politica &ndash; grazie anche al suo immenso carisma. (IL RICORDO DI HOLLYWOOD)&nbsp;</p><p>
Nato a Santa Monica, in California, il 18 agosto 1937 da una famiglia modesta - il padre Charles era un contabile, la madre Marta Hart, di origini ispaniche - Robert Redford si scopr&igrave; insofferente agli schemi fin da giovane. Dopo una parentesi sportiva come giocatore di baseball, un'esperienza da operaio nei campi petroliferi, un viaggio in Europa da pittore boh&eacute;mien, trov&ograve; nel teatro prima e nel cinema poi una disciplina nella quale convogliare la sua inquietudine.&nbsp;</p><p>Come attore, i suoi film pi&ugrave; celebri includono 'Butch Cassidy' (1969), con il suo sguardo affettuoso verso i fuorilegge in un West al tramonto, e 'Tutti gli uomini del presidente' (1976), sulla ricerca giornalistica contro il presidente Richard Nixon durante l'era dello scandalo Watergate. In 'I tre giorni del Condor' (1975), interpretava un introverso decifratore della Cia coinvolto in un mortale gioco del gatto col topo. 'La stangata' (1973), su truffatori dell&rsquo;epoca della Grande Depressione, gli valse la sua prima e unica nomination all&rsquo;Oscar come attore.&nbsp;</p><p>Redford &egrave; stato uno degli attori pi&ugrave; richiesti di Hollywood per decenni, che si trattasse di commedie, drammi o thriller; gli studios lo proponevano spesso come simbolo di sex appeal. Il suo successo come protagonista romantico &egrave; dovuto in gran parte anche alle straordinarie attrici con cui &egrave; stato affiancato: Jane Fonda in 'A piedi nudi nel parco' (1967), Barbra Streisand in 'Come eravamo' (1973), Meryl Streep in 'La mia Africa' (1985).&nbsp;</p><p>Passato alla regia intorno ai quarant'anni, vinse l'Oscar per il suo debutto dietro la macchina da presa, 'Gente comune' (1980), che racconta la disintegrazione di una famiglia borghese dopo la morte di un figlio. Il film vinse altri tre Oscar, incluso quello per il miglior film.&nbsp;</p><p> Il suo secondo film da regista, 'Milagro' (1988), una commedia drammatica su un contadino del Nuovo Messico a cui venivano negati i diritti sull&rsquo;acqua da parte di speculatori senza scrupoli, fu un fallimento commerciale. Ma Redford si rifiut&ograve; ostinatamente di scendere a compromessi scegliendo materiale pi&ugrave; commerciale. Prefer&igrave; invece dirigere e produrre 'In mezzo scorre il fiume' (1992), un dramma ambientato nel passato su pescatori del Montana che riflettono su questioni esistenziali, e 'Quiz Show' (1994), incentrato su uno scandalo televisivo degli anni &rsquo;50. 'Quiz Show' ottenne quattro nomination agli Oscar, inclusi miglior film e miglior regia.&nbsp;</p><p>Il secondo premio Oscar &egrave; arrivato invece nel 2002, un premio alla carriera.&nbsp;</p><p>Forse l&rsquo;impatto culturale pi&ugrave; grande di Redford fu come promotore indipendente del cinema d&rsquo;autore. Nel 1981 fond&ograve; il Sundance Institute, un&rsquo;organizzazione no-profit dedicata a coltivare nuove voci nel panorama cinematografico. Nel 1984 prese in gestione un festival cinematografico in crisi nello Utah e, pochi anni dopo, lo rinomin&ograve; in onore dell&rsquo;istituto: il celebre Sundance Film Festival, che ha scoperto e lanciato numerosi registi indipendenti come Quentin Tarantino, Kevin Smith, Robert Rodriguez, Jim Jarmusch, Darren Aronofsky, Christopher Nolan e James Wan.&nbsp;</p><p>Si spos&ograve; per la prima volta nel 1958 con Lola Van Wagenen, dalla quale ha avuto quattro figli. Il primogenito, Scott, mor&igrave; improvvisamente a soli due mesi per la Sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). Gli sono sopravvissuti Shauna ed Amy, mentre il terzogenito James &egrave; morto di tumore nel 2020. &nbsp;</p><p>Nel 1985 ha divorziato da Van Wagenen e nel 2009 ha sposato l'artista tedesca Sibylle Szaggars.&nbsp;</p><p>
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