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Mar, Mag

Ambasciatore italiano in Congo e carabiniere uccisi in attacco

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Ambasciatore italiano in Congo e carabiniere uccisi in attacco

 

L'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio e un carabiniere sono rimasti uccisi in un attacco contro un convoglio delle Nazioni Unite nell'est del Paese, vicino alla città di Kanyamahoro. Morto anche l'autista. 

L'ambasciatore Attanasio è deceduto dopo il suo trasferimento all'ospedale di Goma, nella provincia del Nord-Kivu.  

Il carabiniere rimasto ucciso è Vittorio Iacovacci. Il militare, che avrebbe compiuto 31 anni a marzo, era originario di Sonnino, in provincia di Latina, ed era effettivo al battaglione Gorizia dal 2016. Iacovacci era in servizio da settembre scorso all'Ambasciata italiana in Congo. 

L'ATTACCO - Il convoglio, del World Food Programme, è stato attaccato da un commando composto da sei uomini armati. E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti di intelligence, secondo cui l'ambasciatore avrebbe dovuto recarsi nel territorio di Rutshuru per ispezionare le attività condotte dal World Food Programme. Lungo il percorso, l’ambasciatore e gli altri membri del convoglio sono stati attaccati e gli aggressori li hanno obbligati a fermarsi sparando colpi di avvertimento. 

I sei componenti del commando hanno prima ucciso l'autista congolese e poi condotto il resto delle persone nella foresta circostante al luogo dell'agguato. Secondo fonti di intelligence a poche centinaia di metri si trovava una pattuglia dell'Istituto congolese per la conservazione della natura e anche un’unità dell'esercito congolese, giunti in soccorso dei rapiti. Ma quando sono intervenuti i rangers, gli aggressori hanno sparato al carabiniere di scorta all'ambasciatore e al diplomatico. 

Le fonti di intelligence dicono all'Adnrkonos che il governo locale aveva autorizzato il movimento senza scorta del convoglio del World Food Programme. 

LE INDAGINI - Dietro l'attacco ci sarebbero le Forze democratiche ruandesi. Fonti di intelligence confermano all'Adnkronos che le autorità locali, per quanto l’identità degli assalitori non sia ancora conosciuta, sembrerebbero per il momento privilegiare la pista del Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr-Foca), principale gruppo residuo di ribelli ruandesi di etnia Hutu. 

Il governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, ha riferito che le indagini sono in corso, è stato interrogato uno dei sopravvissuti, il quale conferma che gli aggressori si sono parlati in kinyarwanda e hanno parlato con gli ostaggi in swahili.  

Secondo lo Us Counter Terrorism Center, le Fdlr sono il probabile responsabile di circa una dozzina di attentati terroristici commessi nel 2009, che hanno ucciso centinaia di persone nel Congo orientale 

Dopo il 2010, come conseguenza dell’azione dell’esercito congolese e dei ranger dell’Iccn, il gruppo ha rimodulato la sua strategia preferendo azioni a bassa intensità ma con profitti maggiori, soprattutto finanziari. Sono loro che nel 2018 rapirono due turisti inglesi nel parco nazionale di Virunga, rilasciandoli dopo due giorni.  

Nell’aprile del 2020 circa 60 membri del gruppo attaccarono una pattuglia dell’Istituto congolese per la conservazione della natura provocando 17 morti, di cui 12 ranger. 

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, per sequestro di persona con finalità di terrorismo.  

Il procuratore capo di Roma Michele Prestipino, titolare del fascicolo (la Procura capitolina è titolare per i reati commessi all’estero che hanno come vittime i cittadini italiani) ha delegato le indagini ai Carabinieri del Ros.  

"Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo. Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà". Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio. 

"Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio del Governo e suo per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, e di Vittorio Iacovacci, appuntato dei Carabinieri che lo accompagnava a bordo di un convoglio a Goma". E’ quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio dei ministri. "Il Presidente del Consiglio e il Governo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri. La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri", aggiunge la nota. 

"E' con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso, oggi a Goma, dell'Ambasciatore d'Italia nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell'Arma dei Carabinieri", si legge in una nota della Farnesina. "L'Ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della Monusco, la missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo", si precisa. 

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo aver informato i colleghi Ue del tragico evento esprimendo tutto il suo dolore per la morte del nostro ambasciatore e del carabiniere, ha deciso di lasciare in anticipo i lavori del Cae e di rientrare in Italia. "Ho appreso con grande sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dell’Arma dei Carabinieri. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto", assicura in una nota Di Maio anticipando poi su Facebook: "Riferirò il prima possibile in Parlamento per fare chiarezza su quanto accaduto".

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