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06
Gio, Mag

Egitto, "per Zaki altri 45 giorni di carcere"

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Altri 45 giorni di carcere per Patrick Zaki. Le autorità egiziane hanno rinnovato la detenzione preventiva dello studente egiziano dell'università di Bologna in carcere al Cairo.

Lo ha riferito su Twitter l'Eipr, l'ong egiziana con la quale Zaki collaborava. L'Egyptian Initiative for Personal Rights, questo il nome dell'ong, ha spiegato che i suoi legali hanno appreso la notizia dell'ennesima proroga della custodia cautelare dello studente, in prigione da febbraio dello scorso anno. 

Oggi Zaki ha ricevuto in carcere la visita di sua madre, hanno riferito gli attivisti che curano la pagina Facebook 'Patrick Libero', ribadendo che le autorità hanno disposto per lo studente egiziano il rinnovo della custodia cautelare di altri 45 giorni. Alla madre, si legge in un post, Zaki ha subito chiesto delle condizioni di salute di suo padre, da giorni ricoverato in ospedale. Durante la visita Zaki ha denunciato che "nessuno lo informa sull'esito delle sue udienze". Nel corso dell'incontro, spiegano ancora gli attivisti, "ha voluto che inviassimo la sua più profonda gratitudine a tutti i suoi sostenitori. È stato particolarmente colpito dall'iniziativa degli studenti che gli hanno scritto decine di lettere e ha chiesto a sua madre di stampargliene alcune e di portargliele la prossima visita". 

"Alla fine della visita, Patrick, che era visibilmente ansioso, ha forzato un sorriso e ha detto che non bisogna perdere la speranza e che bisogna cercare di rimanere ottimisti anche se la cosa si fa sempre più dura. Questo è il nostro Patrick, che cerca sempre di essere positivo e forte con tutti quelli che lo circondano", concludono gli attivisti, rinnovando la loro richiesta di rilascio "immediato e incondizionato". 

"Patrick Zaki resterà in carcere per altri 45 giorni. Un accanimento crudele che deve finire subito. Patrick deve tornare a casa!". Così Amnesty Italia ha commentato su Twitter l'ennesimo rinnovo della custodia cautelare in carcere. Di "crudeltà infinita" ha parlato il portavoce di Amnesty, Riccardo Noury. 

"Nessun barlume di umanità dall'Egitto. La detenzione di Patrick Zaki è stata prolungata di altri 45 giorni. Non potrà uscire né andare a trovare il padre in ospedale. La colpa di Patrick è di essere una persona libera in un regime spietato che non tollera libertà. #FreePatrick" E' quanto scrive in un tweet Erasmo Palazzotto, deputato di LeU e presidente della Commissione d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. 

"Altri 45 giorni di detenzione e di tortura per Patrick Zaki. Di tortura. Avanti con la cittadinanza italiana, Subito un segnale chiaro dal governo che sui diritti non si transige #FreePatrickZaki". Lo scrive su twitter il deputato del Pd, Filippo Sensi.  

"I Sindaci italiani si uniscono alla campagna promossa dal Comune e dall’Università di Bologna, a quella di Amnesty International e di tante altre associazioni che si sono attivate per Patrick George Zaki, per chiederne la scarcerazione immediata e incondizionata, affinché sia aperta un’indagine indipendente sulla tortura subita dallo studente di Bologna e garantita la sua protezione, e chiedono al Governo italiano di concedere la cittadinanza italiana e la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki". Così Matteo Ricci, Sindaco di Pesaro, coordinatore dei Sindaci Pd e Presidente nazionale di ALI (Autonomie Locali Italiane). “Chiediamo all’Italia e all’Unione Europea di attivare ogni iniziativa diplomatica e di pressione sul Governo e sulla Procura Suprema dell’Egitto perché sia liberato un prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per il suo lavoro sui diritti umani e perché siano liberate tutte le persone oggi detenute per la difesa dei diritti umani e per aver espresso pacificamente le loro opinioni".  

"Ali sta promuovendo nei Comuni associati la campagna per Patrick Zaki affinché ogni ente chieda al Governo italiano, attraverso un ordine del giorno del Consiglio comunale, di concedere la cittadinanza italiana a Zaky, per dare il segno della solidarietà delle nostre comunità e per dire che difendere la democrazia, senza confini, nel segno dei principii della Costituzione, è difendere il nostro bene più prezioso. Dopo la condanna ad altri 45 giorni di carcere non c’è più tempo da perdere”. 

 

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