Disabile, incinta e affetta da Covid violentata in un centro di cura
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Disabile, incinta e affetta da Covid violentata in un centro di cura

Disabile, incinta e affetta da Covid violentata in un centro di cura

Salute e Benessere
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Violenza sessuale su giovane disabile con gravi problemi mentali ospite di un centro specializzato di Troina, l’Oasi, in provincia di Enna.

Disabile, incinta e affetta da Covid violentata in un centro di cura
Disabile, incinta e affetta da Covid violentata in un centro di cura

 

La donna inoltre aspetta un bambino. Per questo la Procura di Enna ha aperto un fascicolo. Dall’inchiesta si evince che il centro specializzato in questione, ospedale privato, è stato uno dei più grossi focolai siciliani della prima ondata di coronavirus.

La gravidanza della disabile che ha subito la violenza risalirebbe proprio allo scorso aprile quando la donna era positiva al Covid-19 e mentre la struttura era off limit perché diventata ‘zona rossa’ con un provvedimento della Regione per contenere i contagi.

"Sulle notizie emerse oggi che riguardano l’Irrcs Oasi di Troina, ho già chiesto all’assessore alla Salute di disporre una immediata ispezione". Lo ha reso noto la parlamentare di Attiva Sicilia all'Assemblea regionale siciliana, Elena Pagana, aggiungendo: "Plaudo all’indagine avviata dalla magistratura e auspico che in tempi rapidi venga accertata la dinamica dei fatti e vengano individuati eventuali responsabili e responsabilità".

"Qualora dall’inchiesta dovessero emergere responsabilità dirette, ovvero un coinvolgimento da parte di personale interno, l’Istituto adotterà tutti i provvedimenti del caso". Lo rende noto l'Irccs Oasi di Troina dopo l'inchiesta della Procura di Enna. L'Oasi si costituirà parte civile perché "parte lesa in questa triste e dolorosa vicenda che ha sorpreso e sconvolto la dirigenza e il personale tutto, che svolge con responsabilità il proprio lavoro".

L'istituto che si occupa della cura delle persone con disabilità esprime "massima fiducia" nell’operato della magistratura, sottolineando che "la denuncia su quanto accaduto è stata avviata immediatamente dall’Istituto stesso. Proprio nel rispetto del lavoro degli inquirenti e soprattutto della privacy della persona assistita e della sua famiglia, l’Oasi ha mantenuto e manterrà il più stretto riserbo sulla vicenda", spiegano dalla struttura. "Attendiamo con serenità l’esito dell’inchiesta e in questi giorni abbiamo dato massima disponibilità alla magistratura fornendo loro tutte le informazioni utili all’indagine - dicono i vertici dell'Oasi -. Vogliamo rassicurare le famiglie sull’operato della nostra struttura che ha sempre custodito e salvaguardato i propri ospiti, come le stesse famiglie da sempre hanno testimoniato. L’Istituto provvederà a tutelare la propria immagine nelle sedi opportune".

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