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Mar, Mag

Lamberto Giannini è il nuovo capo della Polizia

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Il prefetto Lamberto Giannini è il nuovo capo della Polizia. Il via libera è arrivato dal Consiglio dei ministri. Giannini prende il posto di Franco Gabrielli, nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Intelligence. 

“Mi congratulo con il prefetto Lamberto Giannini che da oggi è il nuovo Capo della polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza”, ha dichiarato la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. 

“La nomina del prefetto Giannini è stata deliberata dal Consiglio dei Ministri - su proposta del ministro dell’Interno - in virtù di un curriculum di eccellenza e di un apprezzamento sulle qualità personali e professionali, condiviso a tutti i livelli istituzionali, che la rendono ancor di più solida garanzia per i cittadini e per le forze di polizia”, ha aggiunto la responsabile del Viminale. 

Lamberto Giannini, 56 anni, romano, considerato un fedelissimo dell'ex direttore della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, è un uomo riservato, che non ama i riflettori. Grande esperto di terrorismo e fine investigatore da oltre 25 anni, ha guidato in ordine di tempo, la Digos di Roma, il Servizio Centrale Antiterrorismo e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, della quale è stato direttore dal 1 ottobre 2016 al 23 dicembre 2020. 

Una laurea in Giurisprudenza alla Sapienza, Giannini entra nella Polizia di Stato nel 1989 con il ruolo di vice commissario. Dopo il servizio alla questura di Torino, torna a San Vitale e nel 2004 diventa capo della Digos che dirige fino al 2013. Il 2011 per la Capitale è l'anno delle manifestazioni dure, quelle in cui la città viene messa a ferro e fuoco. L'apice arriva il 15 ottobre a San Giovanni quando viene anche dato alle fiamme un blindato dei carabinieri. Giannini, a capo della Digos capitolina che svolge le indagini, riesce a far arrestare molti degli antagonisti e degli ultras coinvolti negli scontri.  

Gli anni a Roma gli valgono il salto all'Antiterrorismo, che arriva nel 2013. Promosso dirigente superiore di Polizia, Giannini viene così nominato direttore del Servizio Centrale Antiterrorismo. Dopo aver raggiunto la qualifica di Dirigente generale di Pubblica sicurezza approda al vertice della Direzione centrale della polizia di prevenzione, assumendo anche l'incarico di presidente del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo. Diventa prefetto nel marzo 2019 ed è lo stesso ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che a dicembre scorso, propone la sua nomina a capo della segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza dell'Interno, ruolo che ricopriva dal 2 gennaio scorso.  

Come capo della Polizia prende il posto del prefetto Franco Gabrielli con il quale ha lavorato, per molti anni, spalla a spalla durante importanti indagini contro il terrorismo interno e internazionale.  

Tra le più importanti operazioni portate a termine da Giannini ci sono gli arresti dei terroristi appartenenti al gruppo della Nuove Brigate Rosse, che, tra la fine degli anni '90 e gli inizi del 2000, con gli omicidi dei giuslavoristi Massimo D'Antona e Marco Biagi e del poliziotto Emanuele Petri, avevano ripreso la lotta armata in Italia riportando alla mente i sanguinari anni di piombo. Altro successo è stato l'azzeramento di una cellula neo-brigatista responsabile di un grave attentato dinamitardo contro militari italiani e che progettava un attacco contro il vertice G8 in programma alla Maddalena. Infine l'arresto nel 2005 a Roma di uno dei terroristi che, nel luglio di quell'anno, aveva tentato di farsi esplodere, insieme ad altri complici, nella metropolitana di Londra.  

Un curriculum di eccellenza, insomma, come sottolineato dal ministro dell'Interno Lamorgese che congratulandosi per la sua nomina ha parlato di ''qualità personali e professionali'', condivise a tutti i livelli istituzionali. Uomo di poche parole ma di alto profilo, da domani Giannini è chiamato a gestire una situazione complessa tra pandemia, una pesante crisi economica e il rischio di tensioni sociali.  

(di Giorgia Sodaro) 

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