Nefrologo Gesualdo: "4 mln italiani con malattia renale non diagnosticata"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
12
Sab, Set

Abbiamo 7827 visitatori e nessun utente online

Nefrologo Gesualdo: "4 mln italiani con malattia renale non diagnosticata"

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Sui 6 milioni di italiani con malattia renale cronica, circa 4 milioni non sanno di averla e rischiano di scoprirlo in fasi molto avanzate e quindi più gravi".

alternate text

 

Lo ha detto Loreto Gesualdo, ordinario di nefrologia all'Università Aldo Moro di Bari e past president Fondazione italiana del rene, a margine di un evento stampa sull'insufficienza renale cronica, che si è tenuto stamattina a Roma.  

"Oggi la nostra popolazione è rappresentata da 45mila dializzati e 25mila trapiantati, per un totale di 70mila. A fronte di 6 milioni di italiani con malattia renale cronica, noi seguiamo con terapia sostitutiva solo questi 70mila. La restante parte ignora di essere ammalato e non riceve le cure adeguate di cui ha bisogno", spiega l'esperto. "Abbiamo quindi la necessità - sottolinea - di individuare questo 'sommerso', per evitare che così tante persone rischino di arrivare a una fase della malattia che richiede la dialisi o addirittura un trapianto di rene".  

Per lo specialista, a giocare un ruolo centrale potrebbero essere i medici di medicina generale. "Grazie ai medici di famiglia - evidenzia Gesualdo - è possibile effettuare uno screening esteso, a cominciare dalle categorie più a rischio, cioè diabetici, ipertesi, obesi e cardiopatici. Anche solo sottoponendo questi pazienti a due semplici test - Gfr (velocità di filtrazione glomerulare) e Acr (per la determinazione quantitativa di albumina, creatinina e rapporto albumina/creatinina) - potremmo intercettare fino all'80% di tutte le persone con malattia renale cronica. Una diagnosi precoce si traduce in un intervento più tempestivo e più efficace". Conclude il nefrologo: "Il medico di medicina generale può dunque avere un ruolo importantissimo nell'individuare i pazienti a rischio di sviluppare la malattia renale e cronica e nel prescrivere loro una semplice analisi del sangue e delle urine. E' così che si possono evitare trattamenti complessi e ad alto impatto sulla qualità di vita, quali dialisi e trapianto". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.