Cassazione, parola 'caz..' nella sentenza: refuso rimosso con ordinanza
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
01
Mer, Apr

Abbiamo 1541 visitatori e nessun utente online

Cassazione, parola 'caz..' nella sentenza: refuso rimosso con ordinanza

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Con un'ordinanza la Cassazione corregge l'imbarazzante svista in cui era incorsa in una sentenza del 3 giugno 2022, quando, nell'incipit del dispositivo, dopo la locuzione P.Q.M. (per questi motivi) che appunto introduce la decisione finale della Corte, era stato riportato il termine 'cazzo', presumibilmente per un errore nato

dall'utilizzo di un programma di dettatura vocale del quale tuttavia non si erano accorti né il consigliere estensore né il presidente della sezione che hanno firmato il provvedimento. 

Nell'ordinanza, emessa il 13 gennaio, la Suprema Corte parla di "refuso estraneo al corpo della decisione e del tutto irrilevante rispetto al contenuto della stessa che, pertanto, deve essere espunto mediante la procedura dell'oscuramento".  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.