(Adnkronos) - Informativa urgente del ministro Carlo Nordio, domani 20 aprile alle 14.00 alla Camera, sul caso Artem Uss. Il Guardasigilli ha infatti concluso tutti gli accertamenti necessari. I giudici della quinta sezione penale della corte d'Appello di Milano, i quali hanno firmato l'ordinanza con cui il 25 novembre scorso sono stati
concessi i domiciliari con braccialetto elettronico all'imprenditore russo, hanno intanto ricevuto ieri - da quanto si apprende da fonti giudiziarie - l'atto di avvio dell'azione disciplinare a loro carico del ministro della Giustizia. Il documento con cui il Ministero ha avviato il procedimento disciplinare, che deve passare anche attraverso la presidenza della corte d'Appello, oltre che per la procura generale della Cassazione, è stato dunque notificato. I giudici nei confronti dei quali è stata promossa l'azione disciplinare, per una "grave e inescusabile negligenza" nella concessione dei domiciliari, sono Monica Fagnoni, Micaela Curami e Stefano Caramellino.
"Una regola fondamentale della materia disciplinare, immediata traduzione del principio della separazione dei poteri, è che il ministro e il Consiglio superiore della magistratura non possono sindacare 'l’attività di interpretazione di norme di diritto e quella valutazione del fatto e delle prove'. Sarebbe assai grave se questo limite, argine a tutela della autonomia e della indipendenza della giurisdizione, fosse stato superato. Mi auguro, ovviamente, che così non sia". Così il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, commenta la notizia dell'azione disciplinare. "Non conoscendo i contenuti dell’iniziativa del ministro e basandomi soltanto su notizie di stampa, posso fare solo considerazioni di carattere generale", premette Santalucia.
Secondo quanto emerge in procura a Milano, intanto, non ci sarebbe stato nessun ritardo nel sequestro dei due cellulari dell'imprenditore russo, mentre dall'inchiesta sull'evasione emerge che l'allarme del braccialetto elettronico di Uss è scattato per "alcune decine di volte" a causa di un malfunzionamento - "sono stati esclusi tentativi di evasione" - nel periodo in cui l'imprenditore russo era agli arresti domiciliari (2 dicembre -22 marzo) nella sua abitazione a Basiglio, alle porte di Milano. L'evasione è avvenuta il 22 marzo scorso all'indomani del sì della corte d'appello di Milano all'estradizione negli Usa.
