(Adnkronos) - Svolta nel giallo della scomparsa della piccola Kata, la bimba svanita nel nulla a Firenze lo scorso 10 giugno. Quattro misure cautelari, emesse dal giudice per le indagini preliminari di Firenze, su richiesta della Dda,
Reati compiuti, secondo quanto emerso, nel quadro di un'illegittima attività di compravendita del diritto di occupare le stanze della struttura alberghiera, con la riscossione dalle persone che volevano entrare di somme dai 600 ai 700 euro, anche con il ricorso alle minacce. I quattro indagati, il 28 maggio scorso, nell'esecuzione di un raid punitivo nei confronti di più occupanti dell'hotel Astor, hanno attuato un primo pestaggio con una mazza da baseball minacciando di morte una coppia di connazionali se non avessero lasciato la stanza. Dopo essersi allontanati per qualche istante, gli aggressori avevano proseguito le violenze nei confronti di altri occupanti in una stanza vicina per fare ritorno incappucciati nella stanza della coppia diretti verso la vittima designata che, per timore di essere uccisa, si era appesa con le mani al davanzale della finestra cadendo poi al suolo. A eseguire le misure sono stati cinquanta agenti della Squadra Mobile della Questura di Firenze
Il 17 e il 18 giugno scorso era già stato eseguito il decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice delle indagini preliminari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, dell'ex Hotel Astor: iniziative giudiziarie che si collocano nel percorso investigativo per individuare gli autori del sequestro di Kata. E sempre nell'ambito delle indagini della Dda fiorentina sono stati eseguiti dieci decreti di perquisizione da parte degli appartenenti al Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Firenze, nei confronti di più familiari della bimba rapita e di altre persone, in qualità di terzi non indagati, di interesse per le indagini in corso per il sequestro di persona a scopo di estorsione. Fatto quest'ultimo che vede, come sottolinea il procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli in una nota, il continuo impegno investigativo dal 10 giugno di più pubblici ministeri della Dda e di oltre cinquanta militari dell'Arma dei Carabinieri, tra Nucleo Investigativo, Ros di Roma e della sezione anticrimine di Firenze.
