Giulia Cecchettin, il padre di Filippo Turetta: "Ora difficile abbracciarlo"
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Giulia Cecchettin, il padre di Filippo Turetta: "Ora difficile abbracciarlo"

Cronaca
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(Adnkronos) - Due famiglie distrutte dal dolore. La famiglia di Giulia Cecchettin piange una figlia, una sorella, una nipote. I genitori di Filippo Turetta, arrestato in Germania per l'omicidio dell'ex fidanzata, convivono con una sofferenza

diversa, che spinge il padre Nicola Turetta a pronunciare parole disperate: "Avrei preferito che la cosa finisse in un altro modo, ma è mio figlio, devo dargli forza, la vita deve andare avanti", dice ai cronisti prima e alle telecamere di Dritto e Rovescio poi. 

Filippo Turetta è stato arrestato in Germania, su un'autostrada a 150 km da Lipsia. E' in carcere, presto verrà trasferito in Italia. "Pensavo fosse morto? Non so se ero contento... mio figlio pagherà, la giustizia farà il suo corso, ma c'è una famiglia, suo fratello... bisogna capire, non è facile affrontare questa cosa. Mio figlio è stato descritto come un mostro, non lo è e non lo è mai stato, non può essere...". 

"Siamo ancora sotto shock per quello che è successo, per quello che ha combinato nostro figlio... Non riusciamo a capire come possa aver fatto una cosa così, un ragazzo al quale abbiamo cercato di dare tutto", aggiunge frastornato. "Facciamo tantissime condoglianze alla famiglia di Giulia", dice. Andrà a trovare la famiglia di Giulia? "Sì, ma bisogna trovare il coraggio per farlo".  

A Vigonovo, in provincia di Venezia, la comunità si stringe attorno alla famiglia di Giulia con una commovente fiaccolata. Tra la folla c'è anche il padre di Filippo Turetta. La presenza viene svelata da Andrea, zio della giovane studentessa. 

"Ho abbracciato il papà di Filippo, un gesto che lui ha voluto fare lontano dalle telecamere. Lo avevo invitato per farci sentire uniti in questo dolore: noi per la perdita di Giulia, loro nella sofferenza di un figlio che ha provocato una perdita grande. La famiglia non c'entra, non è colpa dei genitori, questo è quello che penso io", spiega lo zio. 

"Sono due persone provate con un dolore enorme, forse con un dolore più grande del nostro, ma non sono loro che hanno fatto male a Giulia. Adesso il perdono per Filippo non lo sento, sento pietas per la famiglia perché sono anche loro vittime del figlio", conclude lo zio di Giulia. 

 

 

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