(Adnkronos) - "Sono scioccato, quanto accaduto è una cosa del tutto irrazionale, fuori da ogni logica. Chi ha organizzato l'evento di sabato pomeriggio, tra l'altro con il fine di contrastare la violenza sulle donne, ha pensato di inveire
contro di noi, contro la nostra sede con slogan campati in aria e decisamente contro corrente rispetto ai messaggi scritti sui cartelloni di quanti sabato sfilavano. Urlavano 'diamo fuoco ai pro vita, ma sarebbe meglio coi pro vita dentro'. Hanno lanciato contro le vetrine una bottiglia incendiaria, col rischio che prendesse fuoco la sede e con quella tutto il kit che da anni mettiamo a disposizione delle famiglie indigenti o delle mamme che da sole non avrebbero la possibilità economica di portare avanti una gravidanza". E' lo sfogo di Jacopo Coghe, portavoce di 'Pro Vita & Famiglia onlus' raccolto dall'Adnkronos dopo l'assalto alla sede in viale Manzoni.
"Si è trattato di un atto di terrore - sottolinea - E siamo ancora più basiti dal fatto che non ci sia stata alcuna netta presa posizione da parte di chi ha sfilato alla manifestazione di sabato, la Schlein, Conte, perfino Gualtieri che è anche il nostro sindaco, considerando che la nostra sede è a Roma. Questo non condannare cosa vuol dire? Avallare la violenza o dividere le associazioni in serie A e B, ritenendoci non degni di solidarietà?".
"E' il segnale, questo, di una ipocrisia enorme, è stato sfruttato il caso tristissimo e tragico di una ragazza uccisa per perpetrare violenza nei nostri confronti - aggiunge Coghe - Violenza, per di più, aizzata da quelle realtà associative che vorrebbero entrare nelle scuole dei nostri figli a spiegare che cosa sono il bullismo, la prevaricazione. E' assurdo, paradossale. Immaginiamo se fosse successo a parti inverse? Se fossimo stati noi a lanciare molotov contro la sede di 'Non una di meno': saremmo già davanti al giudice con le manette e non si parlerebbe altro di questo per mesi. Basti ricordare a quanto è successo per l'assalto alla sede della Cgil". (di Silvia Mancinelli)
