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Ven, Set

Coronavirus, "non esclusa trasmissione fetale"

Coronavirus, "non esclusa trasmissione fetale"

Cronaca
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Nuove ricerche indagano sul rischio contagio in una categoria molto delicata di pazienti: le mamme incinte e i loro bebè.

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Coronavirus, "non esclusa trasmissione fetale"

 

Alla luce delle nuove ricerche scientifiche condotte su questo fronte, "la trasmissione materno-fetale verticale non può essere esclusa" al momento, spiega Daniela Galliano, medico ginecologo esperto in Fecondazione assistita, direttrice del Centro Ivi di Roma, che sottolinea l’importanza di condurre rigorosi screening sulle mamme in attesa. 

Gli studi più recenti sono stati pubblicati sulla rivista ‘Jama’. "Sono stati studiati 33 neonati nati da madri positive al Covid-19 nell'ospedale cinese di Wuhan. Di questi neonati nati da madri affette da polmonite al momento del parto, 3 su 33 (9%) hanno presentato sintomi da infezione Sars-CoV2 a esordio precoce", riepiloga Galliano. "Poiché durante il parto sono state implementate rigide procedure di controllo e prevenzione delle infezioni, è probabile che le fonti di Sars-CoV-2 nelle vie respiratorie superiori dei neonati fossero di origine materna. Sebbene 2 studi recenti condotti in Cina abbiano dimostrato che non vi sono risultati clinici di Covid-19 nei neonati nati da madri affette, e tutti i campioni, inclusi liquido amniotico, sangue cordonale e latte materno, sono risultati negativi per Sars-CoV- 2, la trasmissione materno-fetale verticale non può essere esclusa nella coorte attuale di questo recente studio". 

Pertanto, conclude Galliano, "è fondamentale sottoporre a screening le donne in gravidanza e attuare misure rigorose di controllo delle infezioni, quarantena delle madri infette e uno stretto monitoraggio dei neonati a rischio di Covid-19. La placenta di solito impedisce a virus e batteri dannosi di raggiungere il feto. E consente agli anticorpi utili della madre di proteggere il feto da eventuali germi, prima e dopo la nascita. Tuttavia, alcuni virus penetrano nel feto. L'esempio più recente è Zika. Il nuovo coronavirus non sembra appartenere a questa categoria più pericolosa. In tal caso vedremmo livelli più elevati di aborto spontaneo e parto prematuro". 

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