Coronavirus, "brusca frenata ricoveri, 90% in meno dal 30 marzo"
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Mer, Mag

Coronavirus, "brusca frenata ricoveri, 90% in meno dal 30 marzo"

Coronavirus, "brusca frenata ricoveri, 90% in meno dal 30 marzo"

Cronaca
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Quella dei ricoveri, se compariamo tra i dati di lunedì scorso e oggi, "è una frenata brusca".

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Coronavirus, "brusca frenata ricoveri, 90% in meno dal 30 marzo"

 

Lo ha detto Luca Richeldi, direttore dell'Unità di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), intervenuto oggi in conferenza stampa alla Protezione Civile. 

"I dati di oggi confermano un trend che conforta nel vedere un'efficace misura di contenimento della diffusione dell'infezione. Se guardiamo i dati su base settimanale, dunque dal 30 marzo al 6 aprile, abbiamo una riduzione di oltre il 90% del numero dei ricoverati: siamo passati da 409 a 27", ha evidenziato Richeldi. "Questo trend è confortato da un andamento molto importante che è quello dei ricoverati nelle terapie intensive: avevamo un saldo positivo di 75 ricoverati al 30 marzo, abbiamo -79 ricoverati in terapia intensiva oggi. Il trend si vede, meno forte, anche nei decessi: il 50% si concentra purtroppo in Lombardia. Su base settimanale - ha continuato Richeldi - vediamo una riduzione del 20% nel numero dei decessi, questa settimana il numero è andato sempre calando, anche se in misura meno significativa" rispetto agli altri due valori. "I decessi hanno bisogno di tempo per calare in maniera significativa", ricorda.  

Dunque questi sono "dati confortanti, ma come ribadito dal ministro della Salute sono gli effetti delle misure di contenimento prolungate fino al 13 aprile. Questo effetto ci deve rafforzare sul mantenimento di queste misure". Ovvio che "le decisioni prese dopo il 13 aprile saranno prese a livello politico, sentito il parere del Cts", ma "abbiamo sotto gli occhi il risultato delle nostre scelte". 

"Abbiamo dati meno allarmanti, questo ci deve essere di conforto ma non ci deve far ridurre il livello di attenzione perché questi dati sono ancora allarmanti, ha sottolineato.

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