(Adnkronos) - Un giurista candidato al Nobel per la letteratura. Corrado Calabrò, innovatore del diritto e poeta di fama internazionale, compie 90 anni celebrando una vita che solca storia, diritto e letteratura: vasta come il mare in cui
Nella gioventù di Corrado Calabrò si intravedono già i segni di ciò che sarebbe diventato: studio appassionato e amore per il mare. “Facevo nuotate di chilometri e chilometri, uscivo la notte con i pescatori, andavo a caccia alzandomi prima dell’alba,” ricorda. Un legame così profondo con il mare che, dopo ore di nuoto sotto il sole cocente, talvolta si assopiva “facendo il morto a braccia e gambe aperte”. E poi lo studio, una passione precoce e insaziabile: a quattordici anni legge l’edizione divulgativa di Einstein, da cui nasce il suo amore per l’astrofisica. Quando in pagella compaiono due sette, il padre lo ammonisce con fermezza e fiducia: “Figlio, siamo ancora al secondo trimestre; hai tempo per riparare”.
La storia di Calabrò conferma che il frutto (quasi) mai cade lontano dall’albero: lo zio Demetrio recita a memoria i canti dell’Inferno, mentre la madre declama Pascoli, Carducci e Leopardi. Laureatosi giovanissimo all’Università di Messina, Calabrò vive anni intensi a Palazzo Chigi al fianco di Aldo Moro, che lo vuole come capo della Segreteria tecnico-giuridica del presidente del Consiglio. “Era un uomo di Stato con una visione di lungo respiro”, ricorda, evocando gli anni della straordinaria ripresa economica italiana e l'umanità dello statista: "Un uomo di una soavità indicibile, tanto quanto era imperioso Fanfani. La sua azione di governo era lenta ma determinata". Ma dietro il rigore del giurista si cela l’anima del poeta: due mondi non scissi tanto da affermare che "il diritto è impegno intellettuale e civile, ma la letteratura, l’arte sono la confessione che la vita non ci basta”. Fin dai suoi primi anni da assistente universitario, Calabrò trova nella scrittura poetica un rifugio segreto. La passione lo aiuta a reggere la fatica: "Mi svegliavo alle 4 e mezza e studiavo fino alle otto -racconta - qualche volta con la mia primogenita Maria Teresa in braccio". Ma il talento ha pagato: autore di 23 libri di poesie pubblicati in Italia e tradotto in 20 lingue, Calabrò ottiene prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il “Premio Internazionale Escriduende” per il suo libro Quinta Dimensione, definito in Spagna come un testamento ideologico e spirituale.
Nato a Reggio Calabria e cresciuto in riva al mare, il legame con il suo luogo d’origine permea tutta la sua produzione artistica. Le lunghe nuotate nello Stretto di Messina, le notti passate con i pescatori e le estati a Bocale alimentano una poesia che evoca malinconia, libertà e solitudine, con il mare sempre come protagonista: “Il mare va preso come viene così, con la sua stessa inconcludenza: portando verso il petto, a ogni bracciata, un’onda lieve che non si trattiene", un suo verso. Riconoscimenti come la Laurea Honoris Causa di Odessa e il Premio Gustavo Adolfo Bécquer testimoniano la portata universale del suo lavoro. “Corrado Calabrò è l’autore dei versi più memorabili che siano mai stati scritti in italiano negli ultimi sessant’anni”, parola di Luis Alberto de Cuenca.
