Covid, da latte di mamme guarite gli anticorpi 'scudo' in cubetti ghiaccio - il Centro Tirreno
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
06
Lun, Dic

Covid, da latte di mamme guarite gli anticorpi 'scudo' in cubetti ghiaccio

Covid, da latte di mamme guarite gli anticorpi 'scudo' in cubetti ghiaccio

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Il latte materno, ottenuto da donne che sono guarite da Covid-19, potrebbe essere utilizzato come strategia preventiva per proteggere dal coronavirus Sars-Cov-2 popolazioni vulnerabili ad alto rischio.

Covid, da latte di mamme guarite gli anticorpi 'scudo' in cubetti ghiaccio
Covid, da latte di mamme guarite gli anticorpi 'scudo' in cubetti ghiaccio

 

A suggerirlo è un team di scienziati olandesi. Come si potrebbe fare? Somministrando il prezioso liquido ricco di anticorpi scudo in "cubetti di ghiaccio aromatizzati", una modalità che permetterebbe "un contatto più lungo con le mucose", necessario per creare "uno strato protettivo", spiega al 'Times' la ricercatrice Britt J. van Keulen, dell'University of Amsterdam - Emma Children's Hospital.

Lo studio è disponibile in versione preprint sulla piattaforma 'Medrxiv', non è ancora stato quindi sottoposto a peer review. Gli scienziati dell'Amsterdam Umc (University Medical Centers) hanno provato a verificare se il latte materno, già esplorato nelle sue doti protettive contro le infezioni respiratorie per i neonati, potesse essere una valida arma naturale anche contro Covid-19, contro nuove infezioni. Gli autori hanno quindi arruolato circa 30 neomamme guarite. Il latte materno di queste donne risultate positive al coronavirus è stato analizzato.

"Abbiamo raccolto multiple evidenze della presenza di una varietà di anticorpi contro Sars-Cov-2 e dell'assenza di questi nei controlli sani", spiegano. E gli anticorpi individuati "sono capaci di neutralizzare il virus in vitro". Un ulteriore aspetto è stato preso in considerazione dai ricercatori: "Abbiamo mostrato come" un processo di "pastorizzazione ad alta pressione difficilmente influisca sui livelli di anticorpi" presenti nel latte e "sull'efficacia".

Da quando è esplosa la pandemia di Covid-19, ragionano gli studiosi, "molti ripongono le loro speranze nel rapido sviluppo di immunizzazioni efficaci. Per ora l'isolamento dei pazienti, il distanziamento fisico e una buona igiene sono le uniche misure di prevenzione. Il latte materno lavorato, contenente anticorpi anti Sars-CoV-2, potrebbe servire come protezione aggiuntiva. Abbiamo mirato a determinare la presenza e la capacità di neutralizzazione di questi anticorpi".

Ed è stato anche fatto un confronto con un gruppo di controllo (13 controlli sani). Sono stati raccolti campioni di sangue e latte materno e, per valutare la presenza degli anticorpi, sono stati utilizzati più test. Risultato: il latte materno conteneva anticorpi contro Sars-CoV-2 in 24 su 29 (83%) casi accertati, e in 6 su 9 (67%) casi sospetti. Questi non erano presenti in nessuno dei 13 controlli. "La neutralizzazione in vitro di un ceppo di virus isolato ha avuto successo in un sottogruppo di campioni di siero (13%) e di latte (26%). La capacità neutralizzante è stata mantenuta anche dopo la pastorizzazione".

Gli esperti hanno dunque dimostrato così che "il latte materno delle madri che si sono riprese da Covid-19 contiene significative quantità di immunoglobuline IgA contro Sars-CoV-2, sia prima che dopo la pastorizzazione". Ovviamente - è la puntualizzazione - le quantità di latte materno, per di più con queste caratteristiche, sono limitate e questa strategia non si prospetta come un trattamento di massa. Ma per gli scienziati si potrebbe utilizzate in piccoli gruppi di soggetti a rischio, per esempio anziani in case di riposo o bambini piccoli, per proteggerli nel caso in cui si 'accenda' un focolaio. Il latte a cubetti si somministrerebbe per una decina di giorni, dando il tempo di 'spegnerlo'.

Ti potrebbero interessare anche:
article-top-ads-ct-cca-002