Covid e Natale, Brusaferro: "No spostamenti e cenoni" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Lun, Ott

Covid e Natale, Brusaferro: "No spostamenti e cenoni"

Covid e Natale, Brusaferro: "No spostamenti e cenoni"

Cronaca
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Natale 2020 senza spostamenti per raggiungere i parenti e no ai cenoni. E' il parere del professor Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, in relazione alle imminenti festività natalizie e in vista del varo del nuovo dpcm che, sulla base delle posizioni degli esperti del Cts, indicherà le misure da applicare a dicembre.

Covid e Natale, Brusaferro:
Covid e Natale, Brusaferro: "No spostamenti e cenoni"

 

"Con questi numeri è difficile immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa così come è difficile immaginare forme di aggregazioni e raduni tra persone che provengono da contesti molto diversi", dice Brusaferro. 

"Ci troviamo in una fase in cui l’incidenza è molto elevata e diffusa in tutte le regioni, anche se con differenze. Le prossime settimane sono molto critiche rispetto alla nostra capacità di rispettare distanziamenti ed evitare aggregazioni. Se non lo facciamo, il rischio è che i numeri ripartano. Dobbiamo immaginare un Natale che abbia una sua unicità rispetto al passato e al futuro. Gli affetti, le aggregazioni, la vicinanza, la condivisione andranno vissuti in una dimensione Covid", aggiunge.  

Sul tema interviene anche il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. "Ce lo stiamo ripetendo da settimane, il Natale 2020 sarà diverso dal solito. Non si attira mai sufficiente attenzione sugli assembramenti. Tutto quello che eravamo abituati a vedere per celebrare la fine dell'anno e l'inizio del seguente non potrà aver corso quest'anno. E' inimmaginabile e incompatibile con la situazione epidemica attuale e in generale con la pandemia. Non si può pensare di avere assembramenti nelle piazze per celebrare la fine dell'anno", dice riferendosi al Capodanno. "La stessa celebrazione religiosa del Natale dovrà essere resa compatibile con le misure già concordate con la Cei per evitare che tutto possa tradursi nella generazione di possibili focolai di trasmissione. Va segnalata l'unicità del Natale, lasciando al premier e ai ministri la sensibilità per trovare la situazione ideale per contemperare un rigore imprescindibile con l'attenzione agli affetti più cari". 

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