Animatore rifiuta lavoro, il post di un'ex collega: "Professione 'atipica' che non si fa per soldi"
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Animatore rifiuta lavoro, il post di un'ex collega: "Professione 'atipica' che non si fa per soldi"

Cronaca
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(Adnkronos) - "Fare l'animatrice nei villaggi turistici è stato un lavoro atipico, come lo è fare l'animatore in genere. Hai vitto e alloggio, dormi (pochissimo) in posti improbabili (spesso), ti pagano poco ( e per me era

già una meraviglia che mi pagassero...) ma... è l'esperienza umana più importante che abbia fatto nella vita, la più divertente, la più ricca; l'unica che rifarei nelle prossime 100 vite, anzi, nelle prossime vite inizierei molto prima di modo che possa durare più anni". E' quanto si legge nel post di un'ex animatrice, Nadia Santoni Madeddu, rispostato dall'attore e showman Avaro Fabio, dopo le polemiche innescate dal video di Gilberto Contadin, divenuto virale, che racconta di aver rifiutato un lavoro come animatore a Rimini, perché sottopagato e in un alloggio 'con le pareti ammuffite".  

"l villaggio per un animatore è palestra di vita, processo di securizzazione personale, mettersi alla prova in tutti i campi nella personalità - scrive Madia - È ambiente protetto, da droghe e quant'altro, è il paese dei balocchi. No, non lo fai per danaro, se ti serve guadagnare esistono altri lavori stagionali ma non quello dell'animatore. Da sempre. 

La ragazza racconta che la "pagavano per essere me stessa, per essere la matta che ero, incredibile! Io che non so ballare, ballavo, cantavo, urlavo, mi travestivo. Ho conosciuto miliardi di persone, belle e meno belle. Alcune di queste saranno fratelli e sorelle per la Vita. Anche se non ci sentiamo o vediamo più da tanto. 

"Il guadagno non è economico, non lo è mai stato, non lo sarà mai, - spiega - ma non perché "la mia generazione ha accettato tutto", solo perché ci sono lavori che ti arricchiscono talmente tanto che il danaro è ininfluente. Voi direte: si vede che non ne avevi bisogno. Vero, io non ne avevo bisogno ma ho anche conosciuto animatori e animatrici che ne avrebbero avuto bisogno e lo facevano lo stesso facendosi bastare quello che veniva loro dato, oltre il vitto e l'alloggio. 

"È un lavoro atipico, che puoi fare solo da giovane, che non fai per guadagnare. È un lavoro che, se sei bravo e hai talento, porti avanti e allora sì che il danaro lo fai. Per favore basta sputare merda sull'esperienza di Vita più bella di centinaia di persone come me. Che poi, sapete quanto mi ha chiesto lo Stato per ricongiungermi i contributi ex EMPALS ( lavoratori dello spettacolo) che avevo eccome? 20.000 euro. Ecco, prendetevela con lo Stato. Ovviamente ho rinunciato".  

E conclude: "Se un minchione ventenne ha bisogno di guadagnare soldi e vuole fare il lavoratore stagionale, faccia il cameriere, il magazziniere, l'uomo delle pulizie ai piani, l'impiegato amministrativo negli hotel, l'autista. Lasci perdere l'animazione che non è cosa per lui. Le rivendicazioni sindacali le dedichi a cose serie. E voi, colleghi anziani di vita, dedicate l'indignazione a cose che conoscete o che, se non conosceste vi potrei elencare; sciacquatevi la bocca quando parlate dell'animazione nei villaggi se non l'avete fatta e non sapete cosa sia". 

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