(Adnkronos) - Saverio Tommasi, il giornalista di Fanpage fermato su una delle barche della Flotilla, ha lasciato Israele e torna in Italia. La testata fa sapere che Tommasi ha lasciato Israele con un volo della Turkish Airlines che è
atterrato a Istanbul. Dalla Turchia, il giornalista torna in Italia con un altro volo.
Tommasi, che era a bordo della barca Karma, è uno dei 26 italiani che hanno lasciato Israele in queste ore. Tra loro anche Paolo Romano, consigliere regionale lombardo del Pd, come ha reso noto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Ci hanno trattato come animali", ha detto Romano all'Afp a Istanbul. "Siamo stati intercettati da un gran numero di navi militari - ha raccontato, parlando dell'abbordaggio mercoledì sera da parte della Marina israeliana - Alcune imbarcazioni sono state anche colpite da idranti. Tutte sono state prese da persone pesantemente armate e portate verso la costa".
Gli israeliani, ha denunciato ancora, "ci hanno fatto inginocchiare a faccia in giù. E se ci muovevamo, ci picchiavano. Ridevano di noi, ci insultavano e ci picchiavano. Usavano violenza sia psicologica che fisica". Secondo Romano, avrebbero cercato di costringerli ad ammettere di essere entrati illegalmente in Israele. "Ma non siamo mai entrati illegalmente in Israele - ha scandito - Eravamo in acque internazionali ed era nostro diritto essere lì".
Dalla Turchia parte anche Yassine Lafram, presidente dell'Ucoii. "Siamo ad Istanbul in attesa di essere imbarcati su un volo per l'Italia, arriveremo in tarda serata a Milano Malpensa, verso mezzanotte meno un quarto. Stiamo bene nonostante i giorni difficili, speriamo che i nostri connazionali rimasti ancora nel centro di detenzione possano anche loro fare ritorno in Italia il prima possibile. Preghiamo per loro, per la loro salute, per il loro benessere e speriamo davvero che possano riabbracciare presto i loro cari", dice in un video il presidente dell'Unione delle comunità islamiche.
In Israele rimangono detenuti altri 15 italiani membri della Global Sumud Flotilla che mercoledì notte sono stati fermati dalle autorità militari israeliane. I 15 attivisti sono in stato di fermo e non hanno firmato il foglio di rilascio volontario: lasceranno Israele solo quando scatterà l'espulsione al termine del procedimento giudiziario.
