Morte Dolores Dori, svolta nelle indagini: fermati madre e figlio della vittima per tentato omicidio
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
28
Mar, Apr

Abbiamo 3351 visitatori e nessun utente online

Morte Dolores Dori, svolta nelle indagini: fermati madre e figlio della vittima per tentato omicidio

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Sono stati fermati per tentato omicidio la madre di 59 anni e il figlio di 16 di Dolores Dori, la donna uccisa la sera del 2 ottobre in una sparatoria nel campo nomadi di Lonato del Garda, in provincia di Brescia. La vittima,

insieme ai due fermati, sarebbe andata in auto al campo nomadi. Dopo aver sfondato il cancello d'ingresso con l'auto, le due donne avrebbero esploso alcuni colpi d'arma da fuoco contro le persone presenti, tra cui anche chi, rispondendo al fuoco, ha colpito e ucciso la 44enne. La sparatoria è stata ripresa con il telefono dal figlio 16enne, destinatario della misura cautelare. 

I due fermi d'indiziato di delitto, emessi rispettivamente dalla Procura ordinaria e per i Minorenni di Brescia, sono stati eseguiti sabato 4 ottobre dai carabinieri del nucleo investigativo di Brescia e della compagnia di Desenzano del Garda. Figlio e madre della vittima rispondono, in concorso tra loro, di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dall'uso delle armi, minacce, detenzione illegale e porto abusivo di armi. Il movente, fanno sapere i carabinieri di Brescia, "è riconducibile a motivi privati riguardanti un dissidio tra famiglie di etnia sinti per questioni sentimentali che coinvolgono i rispettivi figli". 

La sparatoria, culminata con l'omicidio di Dolores Dori, è stata ripresa dal figlio della donna. Le immagini erano salvate sullo smartphone del ragazzo, di cui i carabinieri hanno fatto la copia forense. Sul telefono c'erano anche il video, pubblicato in rete dal 16enne, in cui lui e il padre, entrambi armati di pistola, minacciavano un componente della famiglia rivale. Il giovane è stato portato all'istituto minorile Beccaria di Milano e la nonna nel carcere di Brescia-Verziano. "Proseguono le indagini finalizzate alla compiuta ricostruzione della vicenda e alla individuazione dei responsabili" concludono i carabinieri di Brescia. 

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.