Comolake, Vitagliano (Carabinieri): "Così seguiamo le tracce digitali delle criptovalute"
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Comolake, Vitagliano (Carabinieri): "Così seguiamo le tracce digitali delle criptovalute"

Cronaca
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(Adnkronos) - “La criminalità si muove oggi anche nel mondo delle criptovalute, ma la logica investigativa resta la stessa: follow the money. Si tratta solo di applicarla con strumenti e competenze nuove”, ha dichiarato

Gianluca Vitagliano, colonnello dell’Arma dei Carabinieri e comandante del Reparto Indagini Telematiche, durante la diretta speciale dell’Adnkronos da Comolake 2025. “Abbiamo sviluppato tecniche e software che ci consentono di deanonimizzare wallet e tracciare transazioni su blockchain. Seguire il denaro resta possibile anche quando la moneta è dematerializzata: bisogna solo parlare la lingua del cyberspazio”, ha spiegato. (VIDEO) 

Vitagliano ha ricordato che “l’Arma ha potenziato la formazione specialistica del personale e investito in nuove infrastrutture hardware e software per affrontare indagini di alto livello nel campo della finanza digitale”. “Collaboriamo con Europol e con le autorità giudiziarie italiane ed europee per internazionalizzare le indagini – ha aggiunto –. Le criptovalute non hanno confini, ma nemmeno la cooperazione investigativa deve averne. L’obiettivo è essere sempre alla stessa velocità della criminalità digitale”. 

“Le criptovalute non sono anonime come spesso si crede. Le indagini ci dimostrano che dietro un wallet si nasconde quasi sempre una persona reale: basta trovare il collegamento giusto”, ha spiegato. Il colonnello ha raccontato alcuni casi emblematici: “Abbiamo rintracciato un cittadino cinese che operava come ‘banco mobile decentralizzato’, offrendo servizi di cash-in e cash-out di criptovalute per conto di terzi. Lo abbiamo identificato grazie a un nickname utilizzato anche su piattaforme comuni come Tripadvisor: da lì siamo risaliti a diversi wallet, ricostruiti parola per parola persino in lingua cinese. L’uomo è stato poi condannato”. 

Vitagliano ha sottolineato che “oggi la blockchain non ospita solo moneta digitale, ma anche beni tokenizzati, come opere d’arte o certificati di proprietà. Questo impone nuove competenze e strumenti investigativi sempre più sofisticati”. “L’Arma – ha concluso – lavora insieme al legislatore per aggiornare continuamente il quadro normativo. La tecnologia corre veloce, e anche le istituzioni devono muoversi alla stessa velocità della criminalità”. 

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