(Adnkronos) - Staffetta generazionale, managerializzazione di 20mila pmi industriali e una riflessione sulla base fiscale del futuro: sono queste le tre leve strategiche indicate da Federmanager nel corso dell’evento 'Work shortage e sfida
Nel suo intervento, Quercioli ha richiamato la necessità di una lettura strutturale del work shortage, legata all’andamento demografico che sta riducendo la forza lavoro e mettendo sotto pressione il sistema economico e sociale. Secondo le più recenti previsioni di Istat ed Eurostat, nei prossimi dieci anni l’Italia rischia di perdere oltre 4 milioni di lavoratori, con un impatto destinato a protrarsi fino al 2050.
In questo contesto nasce la proposta di staffette generazionali strutturate, non episodiche, che consentano a management senior e giovani professionisti di lavorare insieme in percorsi programmati di mentoring, advisory, temporary management e flessibilità organizzativa. Un nuovo patto generazionale che permetta di mantenere attivo il capitale umano più esperto, accelerare la crescita delle nuove generazioni e ridurre la pressione sul welfare pubblico.
Ma secondo Federmanager la risposta alla crisi demografica non può fermarsi al solo numero di occupati. “Con meno persone al lavoro - ha proseguito Quercioli - la sostenibilità del sistema dipenderà sempre di più dal valore aggiunto prodotto per addetto. Per questo proponiamo un programma di managerializzazione di almeno 20mila pmi industriali e di servizi alle imprese, oggi poco strutturate ma con alto potenziale di crescita. Attualmente solo il 5% delle imprese industriali italiane è managerializzato, ma produce la gran parte del valore del Made in Italy competitivo sui mercati internazionali, con livelli di produttività comparabili a quelli di Germania e Francia”.
Questo quadro rende inevitabile una riflessione sulla base fiscale del futuro: “se una quota crescente di valore aggiunto sarà generata da automazione e sistemi digitali, senza tradursi in base occupazionale, diventerà necessario interrogarsi su come quel valore possa contribuire in modo equo e sostenibile al finanziamento del welfare, evitando che il carico ricada su un numero sempre più ristretto di lavoratori”.
“La demografia agisce lentamente, ma i suoi effetti sul lavoro sono già qui e non ammettono scorciatoie - ha concluso Quercioli - Federmanager continuerà a portare la voce del management nel dialogo con le istituzioni, perché il futuro del lavoro si costruisce ora, con scelte tempestive, coerenti e durature”.
