Caso Garlasco, Cassazione boccia il ricorso della Procura e dà ragione a Venditti
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Caso Garlasco, Cassazione boccia il ricorso della Procura e dà ragione a Venditti

Cronaca
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(Adnkronos) - La sesta sezione della Cassazione dà ragione a Mario Venditti e pronuncia il "rigetto totale" del ricorso con cui la Procura di Brescia ha tentato - dopo il no del Riesame di Brescia - di aver accesso ai dispositivi

informatici (cellulari, hard desk e pc) dell'ex procuratore aggiunto di Pavia indagato per corruzione nell'inchiesta sul caso Garlasco perché sospettato di aver ricevuto denaro per archiviare Andrea Sempio, da quasi un anno nuovamente indagato per il delitto in concorso di Chiara Poggi. Quello deciso ieri è un verdetto definitivo rispetto al sequestro scattato lo scorso settembre per l'indagine sull'omicidio del 13 agosto 2007.  

In particolare, la Procura di Pavia guidata da Francesco Prete nel ricorso all'ordinanza del 14 novembre scorso con cui il Riesame annullava il sequestro all'ex pm Venditti sosteneva la possibilità di procedere al sequestro senza indicare le 'parole chiave' da cercare in pc, telefoni e hard disk, ricordando come da alcune recenti sentenze "non risulta affatto che venga indicata l'inderogabilità di tale criterio e la inidoneità di diversi criteri selettivi", un plurale che lascerebbe aperta la strada a più opzioni per poter rintracciare anche video, foto, localizzazioni, pdf non ricercabili con parole chiave.  

Inoltre anche alla contestazione di poter visionare ben 11 anni di vita, a partire dal 2014, viene spiegata citando una sentenza secondo cui i parametri "anche 'temporali' non possono ritenersi precostituiti e devono essere modulati caso per caso". Una difesa che la Corte di Cassazione non ha condiviso rigettato per intero il ricorso della Procura di Pavia. I dispositivi di Venditti erano stati già restituiti all'ex magistrato.  

 

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