'Il rispetto cambia il finale', istituzioni e studenti uniti contro bullismo e cyberbullismo
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'Il rispetto cambia il finale', istituzioni e studenti uniti contro bullismo e cyberbullismo

Cronaca
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(Adnkronos) - “Il rispetto non è solo una data sul calendario, ma una vera e propria materia di vita. Oggi basta un video o una foto per colpire una persona davanti a milioni di persone. Per questo la prevenzione è il nostro

compito principale”. Così Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale del Lazio, all'incontro “Il rispetto cambia il finale. Sempre”, appuntamento che si è tenuto nella sede del Consiglio regionale del Lazio in occasione della Giornata del rispetto e alla sensibilizzazione sui temi del bullismo e del cyberbullismo, con particolare attenzione ai più giovani e agli adolescenti. Il presidente del Consiglio regionale ha ribadito l’impegno delle istituzioni nei protocolli contro bullismo e cyberbullismo, anche attraverso il mondo dello sport e della scuola.  

All’incontro sono intervenuti la garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Lazio Monica Sansoni, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma e il vicepresidente della Regione Lazio Giuseppe Emanuele Cangelli. Un momento di riflessione condivisa che ha visto la partecipazione, insieme a studenti, docenti, istituzioni, anche i genitori di Paolo Mendico, ragazzo di 14 anni che l’11 settembre 2025 si è tolto la vita a causa di continui episodi di bullismo, che nessuno in quella scuola ha fermato. “I ragazzi non sono mai completamente al sicuro, né fuori casa né online. Il primo campanello d’allarme va ascoltato subito”, ha affermato Cangelli, ricordando come il cyberbullismo renda la violenza “continua ed eterna”. Cangelli ha annunciato inoltre un aggiornamento della legge regionale per adeguarla ai nuovi rischi legati alla rete. Al centro della giornata, voluta dalla garante Sansoni, il valore del rispetto come attenzione verso l’altro, soprattutto verso chi è più fragile. “Rispetto significa guardarsi indietro, non lasciare nessuno solo”, ha ricordato, richiamando l’importanza della testimonianza e dell’ascolto per costruire una comunità più consapevole e vicina ai giovani. I genitori di Paolo Mendico, hanno raccontato quello che è stato il loro vissuto, gli sforzi sono stati tanti) di essere vicini alla sofferenza di Paolo e il loro tentativo di levarlo da questa stessa, non ce l’hanno fatta.  

Alla conferenza erano presenti anche Fabio Amore, Dirigente del distretto della Polizia di Stato “San Paolo”, Eleonora Appolloni, Presidente Camera minori e famiglia e Marisa Aloia, psicologa, psicoterapeuta e perito giudiziario, che con minuzia hanno spiegato ai ragazzi delle scuole presenti cosa si potrebbe fare per aiutare chi subisce bullismo, elencando strumenti appropriati per la loro età che possono essere utili ad avere un corretto comportamento per poter aiutare chi, purtroppo, subisce delle ingiustizie. L’invito è quello di non rimanere passivi ma di intervenire. Ha chiuso l'incontro un cortometraggio girato nel 2016 da un liceo classico e un appello corale alla responsabilità condivisa: famiglie, scuola e istituzioni unite per prevenire comportamenti che possono avere conseguenze irreversibili e per offrire ai ragazzi un futuro fondato sul rispetto e sulla solidarietà. 

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