Violenza di genere, gli uomini e i segnali che aiutano a prevenirla
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Violenza di genere, gli uomini e i segnali che aiutano a prevenirla

Cronaca
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(Adnkronos) - La prevenzione della violenza di genere da una prospettiva innovativa e ancora poco esplorata: quella della consapevolezza maschile, del riconoscimento precoce del disagio emotivo e psicologico e della responsabilità

individuale e collettiva nel fermare la violenza prima che si manifesti. E' il tema che è stato al centro dell'incontro che si è svolto oggi presso la Sala della Regina della Camera “La Trappola di Venere – Prevenzione, Consapevolezza e Responsabilità Maschile”, iniziativa ideata da Gianluca Mech e promossa e organizzata dal deputato Luciano Ciocchetti. 

“Sono veramente felice di questo evento che abbiamo portato alla Camera per presentare La trappola di Venere. Questo cortometraggio parla agli uomini e affronta quelli che sono i segnali e i sintomi che possono portare a comportamenti molto pericolosi, per sé stessi, per la propria famiglia e anche per la propria compagna - racconta Mech - È un invito alla prevenzione, per la prima volta raccontata dal punto di vista dell’uomo, dell’uomo 'normale', che può accorgersi quando le cose stanno per mettersi male e scegliere di chiedere aiuto”. 

A coordinare l’evento, che ha goduto del patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia, del Moige – Movimento Italiano Genitori, di Cna Impresa Donna, della Roma Lazio Film Commission e dell’Associazione Casa Africa, la conduttrice Rai Metis Di Meo. Tra i momenti più applauditi, il saluto di Gabriela Dancău, Ambasciatore di Romania in Italia, San Marino e Malta. Fulcro dell’iniziativa è stata la presentazione del progetto culturale “La Trappola di Venere”, ideato da Gianluca Mech, che utilizza il linguaggio cinematografico e il mito di Venere come metafora della perdita di lucidità nell’ossessione amorosa. Il progetto si è rivolto in particolare agli uomini, invitandoli a riconoscere i segnali emotivi e psicologici del disagio prima che questo degeneri in violenza. Dopo la proiezione del cortometraggio, Mech ha dichiarato: “Voglio invitare tutti, ragazzi e uomini, a chiedere aiuto. Non vergognatevi, parlatene. Non lasciate che questo tema vi distrugga. E se siete giovani, non pensate che queste cose non possano succedere: possono succedere a chiunque”.  

Ampio seguito anche per i due panel di approfondimento che hanno coinvolto psicologi, medici, giuristi, accademici e rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, per un’analisi multidisciplinare della violenza di genere, delle sue nuove forme e delle strategie di prevenzione. Tra gli intervenuti Maria Rita Parsi, psicopedagogista e psicoterapeuta di fama internazionale, impegnata da anni nei temi della responsabilità educativa e della cultura del rispetto; Mihaela Anghel, presidente del Kiwanis San Marino; il Prof. Enrico Landoni, docente universitario di Storia Contemporanea; l’avvocato Daniele Bocciolini, esperto in reati contro la persona e violenza di genere; Giuseppe Galletta, medico di medicina generale; Silvia Nanni, giurista e formatrice; e l’avvocato Maria Gabriella Di Pentima, docente universitario e avvocata cassazionista; Maria Triolo, presidente di Cna Impresa Donna; Antonio Affinità, direttore generale del Moige; Andrei Anghel, specialista in compliance e nuove tecnologie; Maria Loredana Pinotti, Console del Portogallo presso la Repubblica di San Marino; le docenti universitarie Aurica Buzenco e Valeria Buzenco. 

Spazio è stato dedicato ai nuovi scenari contemporanei, come la violenza economica, il ruolo della famiglia nella prevenzione, l’impatto delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale e dei deepfake, nonché alle conseguenze familiari e sociali della violenza, spesso invisibili ma profonde.  

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