Roma, al via processo per omicidi Villa Pamphili. Kaufmann in aula: "Sono innocente"
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Roma, al via processo per omicidi Villa Pamphili. Kaufmann in aula: "Sono innocente"

Cronaca
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(Adnkronos) - “Io sono innocente, i testimoni citati in aula sono tutti mafiosi”. E’ quanto avrebbe ripetuto mentre era seduto in aula Francis Ford Kaufmann all’avvio del processo in cui è imputato per il duplice

omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, trovate senza vita il 7 giugno scorso a Villa Pamphili a Roma. L’uomo ha seguito l’udienza accanto al suo avvocato, e in alcuni momenti ha pianto.  

Intanto in procura a Roma è aperto un fascicolo a modello 45 sugli interventi di controllo a Kaufmann da parte della polizia nelle settimane precedenti ai delitti. Su questo punto lo scorso luglio l’avvocato Maria Teresa Manente dell’associazione Differenza Donna ha presentato un esposto chiedendo ai pm di verificare eventuali omissioni sulla gestione e valutazione del rischio durante i controlli. 

Per l'americano, che in aula ha detto di chiamarsi Rexal Ford, lo scorso novembre la procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Alla luce degli elementi raccolti i pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano all’uomo il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere. 

 

Per Kaufmann, detenuto nel carcere di Rebibbia dopo essere stato estradato dalla Grecia dove era stato rintracciato diversi giorni dopo il ritrovamento dei corpi, l’avvocato Paolo Foti ha chiesto la perizia psichiatrica per accertare la capacità del suo assistito di stare in giudizio. “C’è stata un’involuzione evidente delle condizioni mentali del mio assistito. Avanzo seri dubbi sulla sua capacità di stare in giudizio e ritengo opportuna una perizia” ha detto il legale. A questa richiesta si è opposto il pm Antonio Verdi affermando che “non c’è necessità di questa perizia”. La Corte si è riservata di decidere all’esito dell’acquisizione del diario clinico dell’imputato. 

Il processo è stato aggiornato al prossimo 9 febbraio. 

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