Milano Cortina, anarchici rivendicano sabotaggi: "Fuoco a Olimpiadi e a chi le produce"
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Milano Cortina, anarchici rivendicano sabotaggi: "Fuoco a Olimpiadi e a chi le produce"

Cronaca
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(Adnkronos) - "Fuoco alle olimpiadi e a chi le produce". E' quanto si legge nel blog anarchico-antagonista Sottobosko, in cui in un lungo post si inneggia ai sabotaggi dei giorni scorsi: "Queste Olimpiadi non potevano iniziare in maniera

migliore - si legge -. La mattina del 7 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi della Vergogna di Milano-Cortina 2026, ben tre sono state le linee ferroviarie sabotate e bloccate fino al pomeriggio".  

Quindi, gli antagonisti esortano: è "necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti, dell'autodifesa e del sabotaggio per sopravvivere ai tempi cui andiamo incontro. Per l'eradicazione di questo sistema di morte e sfruttamento, per la distruzione del controllo totalizzante che ci soffoca. Ingovernabili, non disobbedienti".  

Ricordando i sabotaggi delle linee ferroviarie organizzati e riusciti dagli antagonisti contro "i Giochi della Vergogna di Milano-Cortina 2026", nel blog si ripercorre una serie di attacchi simili per modalità e contesto. "Due anni fa - si legge nel lungo post nel quale si inneggia al fuoco alle olimpiadi e a chi le produce - erano stati lanciati contro 5 diverse infrastrutture della rete Lgv intorno a Parigi, causando la cancellazione di un quarto dei treni ed enormi disagi dal 26 al 28 luglio, giorni di inaugurazione delle olimpiadi di Parigi. Anche per via della militarizzazione completa della città, in quell'occasione le contestazioni dirette si erano limitate ad azioni di disobbedienza civile e non violente".  

"Come a Parigi nel 2024, anche il 7 Febbraio a Milano le contestazioni dirette si sono limitate ad azioni di disobbedienza civile e non violente - precisano gli anarchici nel blog - fatta eccezione per i momenti finali del corteo lanciato da Cio (Comitato Insostenibili Olimpiadi)". 

La risposta a quanti, dal governo, li hanno definiti "nemici dell'Italia" arriva immediata: "Che non ci si permetta assolutamente di mettere a critica lo spirito nazionalista, competitivo di questi 'giochi' o il loro drenare quantità impressionanti di fondi pubblici mentre paesi interi crollano, in Sicilia, al passaggio di un uragano. D'altronde non c'e nulla di più importante al momento. Non c'è miglior strumento di distrazione per uno stato odierno. Non c'è maschera migliore, in Italia oggi come altrove in passato; solo un esempio - altro salto indietro nel tempo - sono le Olimpiadi di Berlino del 1936, in piena dittatura nazista. Pare chiaro, quando i pacchetti sicurezza diventano occasioni praticamente semestrali per stringere le reti della repressione e soffocarci qualunque dissenso, che il dissenso 'pulito', esplicitamente rivendicato, portato avanti nella legalità, non possa più essere efficace. Così come inizia a non essere più ignorabile l'inefficacia delle modalità di scontro di piazza diretto portate avanti negli ultimi mesi e anni in tutto il territorio". 

 

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