(Adnkronos) - "Stop alla spettacolarizzazione, basta strumentalizzazioni intorno al piccolo Domenico e alla sua famiglia: quanti corvi e quanti scienziati. Dopo gli innocentisti e i colpevolisti di Garlasco, adesso ci tocca assistere al derby
delle responsabilità Napoli-Bolzano. Basta! La medicina dei trapianti non è una materia da talk show. Siamo in un campo di altissima complessità clinica, etica e organizzativa. Chi ha le competenze e le responsabilità accerterà quanto successo, spero con severità. A noi tocca ricordare che l'Italia ha numeri importanti: oltre 4.600 trapianti nel 2024, più di 2.100 donatori effettivi, professionalità eccellenti". Così sui social Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, torna sul caso del cuore 'danneggiato' trapiantato in dicembre all'ospedale Monaldi di Napoli.
"Dobbiamo ricordare che ci sono però liste d'attesa lunghe e disomogeneità regionali che mostrano quanto sia urgente intervenire con azioni mirate", puntualizza Vaia. "Ci vogliono azioni di sistema: se vogliamo evitare tragedie simili in futuro occorre una strategia più ambiziosa. Dobbiamo rafforzare la cultura della donazione anche nelle scuole - suggerisce - occorre coinvolgere stabilmente i medici di medicina generale, ridurre le disuguaglianze regionali nell'identificazione dei potenziali donatori, rendere pienamente operativo il sistema di espressione della volontà e serve investire maggiormente nelle tecnologie della preservazione degli organi e nella rete pediatrica".
"La salute non può inseguire la cronaca, deve precederla. Onoriamo Domenico con il silenzio operoso: meno chiacchiere e più fatti, perché non accada mai più", chiosa Vaia.
