Roma, protesta anti mini-market e 'Torpigna' apre quello della legalità
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Roma, protesta anti mini-market e 'Torpigna' apre quello della legalità

Cronaca
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(Adnkronos) - A Piazza Malatesta, quartiere Prenestino di Roma, apre il mini-market della legalità. Ma è una provocazione, lanciata da un gruppo di cittadini del quartiere di Torpignattara esasperati dal proliferare dei cosiddetti

mini-market che negli anni hanno progressivamente soppiantato i negozi di quartiere. È il nuovo capitolo di una protesta che va avanti già da tempo. Oggi, dal loro ‘mini-market della legalità’, i cittadini chiedono al Municipio V di creare, in accordo con il Comune di Roma, un piano sul commercio a Torpignattara per una differenziazione dell’offerta commerciale, "perché oggi c’è un’area, da via di Acqua Bullicante a Torpignattara, monopolizzata da negozi ortofrutta, mini-market, money transfer e riparazioni telefonia", denunciano i cittadini. 

“Su questa vicenda - dice all’Adnkronos Federico Rocca, consigliere comunale in quota FdI - l’amministrazione non può far finta di non vedere, ha il dovere di scrivere e far rispettare le regole che qui non si rispettano più. Tra concorrenza sleale e desertificazione commerciale si è alzata bandiera bianca e creata una zona franca. Ora riportare la situazione entro i confini della legalità è complicato ma va fatto”. 

“Il V municipio dovrebbe intervenire con una normativa sulla limitazione delle licenze come è stato fatto a Firenze e Milano”, spiega Luca Mancini, che abita a Torpignattara e si è mobilitato per una raccolta firme che ha dato vita a un atto portato, dal consigliere Fabio Piattoni (FdI), tra i banchi del consiglio del V municipio, rigettato con la motivazione “che non si possono limitare le licenze. C’è la candidatura dell’area a patrimonio Unesco, se la candidatura andrà a buon fine allora, dicono, si potrà intervenire. Eppure Milano e Firenze sono già intervenute sul tema. Ma la legge 214/2023 portata in consiglio da Piattoni, consentirebbe di intervenire”, spiega Mancini. 

Nel frattempo, chiedono i cittadini, si dovrebbero almeno intensificare i controlli sul rispetto, da parte di questi esercizi commerciali, delle normative vigenti su vetrine, occupazione del suolo pubblico, conservazione del cibo, barriere architettoniche, vendita di alcol. I cittadini di ‘Torpigna’ chiedono anche “una convenzione anti degrado perché molti di questi negozi somministrano alcol a go-go senza nessuna limitazione oraria”. 

E si dovrebbe, aggiunge il consigliere municipale Fabio Piattoni, “adottare in fase transitoria un regolamento ad hoc per le zone sensibili - dice all’Adnkronos - E comunque, questa è la seconda puntata della nostra battaglia e non sarà l’ultima”.  

Secondo un censimento effettuato dai promotori della raccolta firme, di minimarket nei 2,27 kmq di Torpignattara ce ne sarebbero oltre 80, praticamente uno ogni 12,5 metri. Numero che sale a 311 considerando anche 22 Caf, 30 call center, 32 casalinghi e poi money transfer e negozi di telefonia. Un dato di concentrazione che, rapportato all'estensione del quartiere, "supera di 16 volte la media nazionale, di tre volte quella di Roma, ed è il 62% in più rispetto al dato di municipio", denunciano. Peggio a via della Maranella, via di Torpignattara, via Eratostene e via Francesco Baracca. 

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