Corruzione e mafia in Sicilia, arrestati un dirigente regionale e un imprenditore: indagato Iacolino
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Corruzione e mafia in Sicilia, arrestati un dirigente regionale e un imprenditore: indagato Iacolino

Cronaca
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(Adnkronos) - La polizia di Palermo e la Squadra mobile di Trapani hanno arrestato questa mattina Giancarlo Teresi, dirigente regionale siciliano, e Carmelo Vetro, imprenditore e figlio del boss di Favara Giuseppe Vetro, nell’ambito di

un’inchiesta per corruzione, detenzione di armi e favori a Cosa nostra. L’indagine coinvolge anche il neo direttore generale del Policlinico di Messina, Salvatore Iacolino, accusato di aver agevolato il boss e i suoi contatti con funzionari pubblici in cambio di finanziamenti e promesse di lavoro. Perquisizioni e sequestri per oltre 228.000 euro sono in corso tra Palermo, Trapani e Agrigento. 

Teresi, dirigente regionale del dipartimento delle Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana, è accusato di avere fatto avere lavori a una società di un mafioso in cambio di soldi. Al 68enne gli inquirenti contestano l'accusa di corruzione aggravata dall'aver favorito Cosa nostra, e in particolare il boss di Favara. 

Nell'ambito dell'inchiesta, il neo direttore generale del Policlinico di Messina ed ex deputato europeo Salvatore Iacolino risulta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.  

Secondo la Procura guidata da Maurizio de Lucia, Iacolino avrebbe messo a disposizione della famiglia mafiosa di Favara il potere e le relazioni costruiti negli anni in cui è stato dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’assessorato regionale e, ancora prima, parlamentare europeo eletto con Forza Italia. 

In particolare avrebbe agevolato al boss Carmelo Vetro incontri con importanti funzionari regionali come la vicepresidente della commissione Antimafia siciliana Bernardette Grasso, ma anche con il capo del Dipartimento della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina. Da direttore generale della Pianficazione strategica dell'assessorato alla Salute avrebbe inoltre sollecitato i vertici amministrativi dell'Asp di Messina su procedimenti amministrativi indicati dal boss favarese, suo compaesano. In cambio, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori.  

A beneficiare del suo aiuto sarebbero stata la 'Arcobaleno impresa sociale srl' di un imprenditore vicino a vetro, Giovanni Aveni, che lavora con l’Asp di Messina, e la 'An.sa Ambiente'. 

Iacolino sarà interrogato venerdì prossimo. Gli inquirenti gli hanno notificato oggi l'invito a comparire davanti ai pubblici ministeri. Questa mattina gli investigatori hanno perquisito la sua abitazione e gli uffici di Palermo e Agrigento. 

Contestualmente lo stesso personale di polizia giudiziaria sta eseguendo molte perquisizioni disposte dalla procura di Palermo "al fine di evitare la dispersione delle prove a seguito della discovery delle indagini imposta dalla notifica dell'invito a rendere interrogatorio preventivo a seguito della richiesta di applicazione di misura cautelare", spiega la Procura avanzata nei confronti di Giovanni Aveni, Antonino Lombardo, Francesco Mangiapane e Salvatore Vetro. Con lo stesso provvedimento custodiale il GIP ha disposto il sequestro preventivo di somme di denaro pari a quasi 228.000 €, ritenute "profitto dei reati di corruzione contestati agli indagati".  

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