Arezzo, 15enne indagato per propaganda d'odio e istigazione a delinquere
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Arezzo, 15enne indagato per propaganda d'odio e istigazione a delinquere

Cronaca
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(Adnkronos) - Un ragazzo italiano di 15 anni è indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, commessa attraverso strumenti digitali. Il giovane è residente nella

provincia di Arezzo ed è stato sottoposto a perquisizione personale, domiciliare e informatica nell’ambito dell’indagine. L’operazione, eseguita sabato 4 aprile scorso nel territorio aretino, è stata condotta dal personale della Digos delle Questure di Firenze e Arezzo su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Filippo Focardi. 

L’attività investigativa ha preso avvio dal monitoraggio degli ambienti dell’estremismo di destra e suprematista online, effettuato dagli agenti dell’Antiterrorismo della Polizia di Stato e dal comparto di intelligence interna. In tale contesto è stato individuato un profilo social su cui erano stati pubblicati contenuti violenti e manifestazioni di apprezzamento per la recente aggressione commessa da uno studente minorenne ai danni di una docente. 

Gli accertamenti hanno consentito di risalire al quindicenne residente in provincia di Arezzo. Nel corso della perquisizione è emerso il profilo di un adolescente caratterizzato da un marcato disprezzo verso il mondo femminile. Sul suo telefono cellulare è stato infatti rinvenuto un video, realizzato all’interno della sua abitazione, in cui il giovane, impugnando un grosso coltello da cucina, simulava colpi contro un cuscino posto su un divano. Al termine delle operazioni, gli investigatori hanno proceduto al sequestro del cellulare e di una console PlayStation, dispositivi che saranno sottoposti ad approfondite analisi tecniche da parte degli specialisti dell’Antiterrorismo. Sequestrato anche materiale cartaceo contenente appunti e riferimenti a individui responsabili di gravi omicidi e attentati terroristici. Le indagini proseguono per delineare il contesto e verificare eventuali collegamenti con circuiti estremisti online. 

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