Ia, Chiriatti (Lenovo): "Necessaria valutazione umana, in sanità aiuto anche su telepresenza"
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Ia, Chiriatti (Lenovo): "Necessaria valutazione umana, in sanità aiuto anche su telepresenza"

Cronaca
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(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, semplificando, è fatta solo di 3 componenti: i dati, la capacità computazionale che forniamo, come Lenovo, e gli algoritmi che istruiscono le macchine per fare questa analisi. Noi vogliamo

aiutare le aziende, le imprese, le amministrazioni a tirar fuori da questi dati delle previsioni. In sanità, possiamo iniziare a ottimizzare, possiamo per esempio fare telepresenza, sempre più e sempre meglio". Così Massimo Chiriatti, Chief Technology & Innovation Officer, Italy, Lenovo, partecipando al convegno ‘Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.  

"Non è vero che l'Ai si usa sempre - afferma Chiriatti - Si usa quando abbiamo un contesto nel quale non abbiamo delle regole, ma vogliamo avere, dai dati, una correlazione che ci suggerisca cosa fare. La nostra valutazione umana è quindi necessaria, perché il risultato ottenuto con una calcolatrice è legato a un metodo deterministico, classico, ma quando usiamo l'Ai, invece, partiamo da un processo induttivo: si parte dai dati, la macchina aiuta a correlarli e ci propone delle ipotesi. Il risultato è probabilistico, statistico. E' un aiuto nella previsione che ci aiuta a ridurre i costi per usare questi servizi per una larga platea". 

Attualmente, illustra l'esperto, "in varie università e in vari ospedali stiamo utilizzando queste tecnologie - proteggendo i dati e i diritti sui dati dei pazienti - per formulare delle previsioni di cure, ma non solo. In questo contesto demografico, ad esempio, sta aumentando la produzione di robot umanoidi, più dei robot industriali, perché servono non solo nelle fabbriche, nella manifattura, ma nelle case per assistere anche gli anziani. E' evidente che c'è tutto un impatto empatico - osserva - ma l'innovazione tecnologica, quando è accompagnata dalla formazione e dall'investimento, porta davvero benefici. Dobbiamo capire come poter governare la tecnologia, in condivisione, affinché non sia uno strumento di potere dell’uno rispetto all'altro". 

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