Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e tre mesi. Assolta per la morte del primogenito
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
19
Mar, Mag

Abbiamo 2799 visitatori e nessun utente online

Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e tre mesi. Assolta per la morte del primogenito

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Chiara Petrolini è stata condannata a 24 anni e tre mesi. È quanto deciso dalla Corte d’Assise di Parma oggi, venerdì 24 aprile. La 22enne di Traversetolo in provincia di Parma è stata assolta

dall’omicidio del primo figlio. Una delle due soppressioni di cadavere, quella relativa al secondo nato, è stata riqualificata in occultamento di cadavere.  

Petrolini era accusata di aver ucciso e sepolto in giardino i due figli neonati, partoriti nel 2023 e 2024. La Procura aveva chiesto 26 anni di reclusione. La Corte ha indicato il termine di 70 giorni per il deposito delle motivazioni.  

 

"Valuteremo se la motivazione possa essere o meno convincente. Se non lo riterremo, impugneremo la sentenza" dice all'Adnkronos il procuratore di Parma, Alfonso D’Avino, riferendosi all'assoluzione di Chiara Petrolini in relazione all’omicidio del primo figlio. "La Corte non ha ritenuto pienamente provata la colpevolezza della Petrolini sull'omicidio del 2023", ha aggiunto D'Avino. "L'impianto accusatorio è stato in gran parte condiviso dalla Corte di Assise, che ha irrogato una pena di poco inferiore a quella che avevamo chiesto noi, 24 anni e 3 mesi a fronte dei 26 anni richiesti", ha affermato D'Avino. 

 

"Le reazioni sono ancora in fase di metabolizzazione" ha detto all'Adnkronos l’avvocato di parte civile Monica Moschioni, che assiste l’ex fidanzato di Chiara Petrolini, Samuel Granelli, e il padre di lui, Cristian. "Samuel è uscito dall'aula subito e, quindi, è chiaro che stia ancora metabolizzando quella che è la sentenza. Dobbiamo ancora parlare, però diciamo che è una risposta che ci aspettavamo dalla Corte d'Assise”. 

"La cosa che abbiamo accolto con piacere è che sia stata riconosciuta l'esistenza di un diritto sostanzialmente alla paternità – ha aggiunto la legale –, perché il riconoscimento delle due costituzioni di parte civile sono il riconoscimento del diritto di Samuel ad avere un ruolo parentale, di padre, rispetto a questi due bambini, e di Cristian, come nonno paterno, di poter avere un rapporto". "Il primo impatto, che mi hanno trasmesso, è quello dell'essere effettivamente finalmente stati riconosciuti in una vicenda che li ha visti sempre ignorati", ha poi affermato. "È una sentenza che va compresa, che va attesa nelle sue motivazioni", ha concluso Moschioni. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.