Primo maggio a Torino, gruppo si stacca da corteo verso Askatasuna: tensioni con agenti
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Primo maggio a Torino, gruppo si stacca da corteo verso Askatasuna: tensioni con agenti

Cronaca
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(Adnkronos) - Momenti di tensione al corteo dell'1 maggio al Torino partito da corso Cairoli con direzione piazza Castello. Un gruppo si è staccato dal corteo principale e ha deviato il percorso autorizzato, intenzionato ad arrivare

verso l'ex centro sociale Askatasuna. A quel punto ha trovato il cordone delle forze dell'ordine. Dalle prime ricostruzioni, ci sarebbe stato un lancio di oggetti e i manifestanti sono stati respinti dalle forze dell'ordine con l'idrante.  

"Centri sociali e poliziotti. Criminali e lavoratori. Buon primo maggio solo ai secondi", il commento su X del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. 

"'Inizia l’assedio, inizia la guerriglia': parole gravissime che non lasciano spazio a interpretazioni e che descrivono con brutale chiarezza il clima di violenza e di attacco allo Stato che ha oltraggiato il Primo Maggio a Torino". Questo il commento di Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, che prosegue: "Ancora una volta, nel giorno dedicato al lavoro e ai lavoratori, i soliti professionisti del disordine hanno trasformato Torino in un teatro di scontri, aggredendo barbaramente le Forze dell’Ordine. Il Dna di Askatasuna è questo: non confronto, non partecipazione, ma scontro, intimidazione e violenza sistematica. L’ambiguità dell’amministrazione Lo Russo ha alimentato negli anni un clima pericoloso, fatto di tolleranza verso chi vive nell’illegalità e disprezza le regole. Chi ancora oggi, anche all’interno della sua Giunta, giustifica o minimizza questi comportamenti si assume una responsabilità politica gravissima". 

Il contrasto, sottolinea, "è sotto gli occhi di tutti: mentre il Governo lavora per creare e rafforzare l’occupazione, c’è chi continua a distruggere, a seminare odio e a colpire chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. A queste persone diciamo con fermezza che lo Stato non arretra, anzi sarà sempre più inflessibile: la legalità non è negoziabile. Piena solidarietà alle donne e agli uomini in divisa, vittime anche oggi di una violenza vile e inaccettabile", conclude il ministro Zangrillo. 

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