Mestre, tentato assalto anarchici a gazebo Fratelli d'Italia per Alfredo Cospito
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Mestre, tentato assalto anarchici a gazebo Fratelli d'Italia per Alfredo Cospito

Cronaca
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(Adnkronos) - A Mestre tentato assalto di un gruppo di anarchici a un gazebo di Fratelli d'Italia allestito in vista delle imminenti elezioni comunali. “Una manifestazione per difendere un detenuto al 41bis come Alfredo Cospito e magari

colpire, nel cuore di Mestre, in una Piazza Ferretto gremita di famiglie, bambini e cittadini, il gazebo elettorale di Fratelli d’Italia. È questo il concetto di 'democrazia' delle peggiori sinistre: quelle che, incapaci di confrontarsi, scelgono ancora una volta la violenza contro le persone, le istituzioni e la società civile, trasformandola nel loro unico linguaggio. Per questo vanno fermati", commenta il senatore Raffaele Speranzon, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. 

“Il messaggio che arriva da una certa sinistra è chiaro: alimentare con ogni mezzo la tensione, lo scontro e il caos, alzando continuamente il livello delle provocazioni. Non si tratta di un episodio isolato, ma della fotografia di un clima pericoloso che richiama derive che il nostro Paese ha già pagato a caro prezzo. Grazie alle forze dell’ordine - continua Speranzon - che con il loro pronto intervento hanno impedito che questi potessero assaltare il gazebo dove comunque c’erano decine di militanti del partito che mentre gli ultrà di sinistra inneggiavano alle foibe, hanno intonato ad alta voce l’inno nazionale”. 

“Non è un caso che nel mirino ci sia proprio Fratelli d’Italia. Il nostro partito ha sostenuto con determinazione il pieno utilizzo e il rafforzamento del regime del 41bis, difendendone l’applicazione nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza dello Stato, come nel caso di Alfredo Cospito. Una linea chiara, portata avanti dal governo guidato da Giorgia Meloni, che ha ribadito la necessità di non arretrare di un millimetro nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. È evidente che chi contesta queste scelte, arrivando fino alla violenza, non accetta il principio che sia lo Stato a stabilire regole e limiti. Tentano di intimidire chi difende legalità e sicurezza, ma così facendo confermano solo la giustezza di quelle misure e la necessità di applicarle con fermezza” conclude Speranzon. 

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