Blitz tra Bari e Bat, 14 arresti per i delitti Capriati e Scavo: fermato anche il nipote del boss
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Blitz tra Bari e Bat, 14 arresti per i delitti Capriati e Scavo: fermato anche il nipote del boss

Cronaca
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(Adnkronos) - Svolta nelle indagini sui due omicidi che hanno riacceso la guerra tra clan in Puglia: 14 persone arrestate tra Bari e la Bat per i delitti di Lello Capriati e Filippo Scavo, entrambi uccisi a colpi d’arma da fuoco a poche

settimane di distanza. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotta da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, ha colpito presunti esponenti di vertice dei clan Capriati e Strisciuglio, da anni contrapposti per il controllo del territorio e del traffico di droga. 

Tra i fermati anche tre giovani tra i 21 e i 22 anni, tra cui Dylan Capriati, nipote di Lello Capriati, ritenuto responsabile – insieme ad altri – dell’omicidio di Filippo Scavo, 42 anni, ucciso il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie. La vittima era considerata figura di rilievo del clan Strisciuglio.  

Secondo gli inquirenti, l’agguato in discoteca sarebbe stato pianificato nei dettagli: dalla presenza della vittima nel locale all’individuazione dei sicari, fino al primo tentativo fallito all’esterno e alla successiva irruzione armata culminata negli spari e nella fuga. 

Il delitto Scavo viene ritenuto una risposta all’uccisione di Lello Capriati, 41 anni, avvenuta il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, sul lungomare sud di Bari. Un’escalation di violenza che si inserisce nella storica faida tra i due clan, attiva dal 1997. 

Complessivamente sono 11 gli arresti e 3 i fermi eseguiti nell’ambito dell’inchiesta. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza. 

“Lo Stato ha dimostrato la sua capacità di reazione”, ha dichiarato il procuratore di Bari Roberto Rossi, sottolineando però la necessità di rafforzare l’ufficio Gip del Tribunale: “I numeri sono insufficienti, va potenziato perché è in difficoltà. Faccio mio l'appello del procuratore nazionale antimafia Melillo”. 

Le indagini, coordinate dall’aggiunto Giuseppe Gatti, hanno fatto luce su due omicidi simbolo della nuova fase dello scontro mafioso nel capoluogo pugliese. 

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