(Adnkronos) - Una consulenza tecnica d'ufficio "gravemente carente sotto il profilo metodologico e scientifico" tanto da essere ritenuta "nulla" e potenzialmente suscettibile di valutazione sotto il profilo delle responsabilità
Il documento, lungo oltre 300 pagine, individua quindici “criticità” nella relazione della consulenza tecnica d’ufficio (Ctu), redatta dalla dottoressa Ceccoli. Secondo i consulenti di parte, le conclusioni della Ctu sarebbero fondate su valutazioni "ipotetiche e probabilistiche", prive di adeguati riscontri clinici diretti e basate su un impianto metodologico ritenuto insufficiente. Tra i punti più rilevanti sollevati dai consulenti vi è la presunta mancanza di accertamenti diretti sui minori e sulle relazioni genitori-figli. Nel documento si sostiene che i bambini "non sono stati ascoltati, né osservati" attraverso colloqui clinici strutturati e che non sarebbe stata effettuata un’osservazione diretta delle interazioni familiari. Secondo Cantelmi e Aiello, la Ctu ha inoltre ignorato gli effetti psicologici, derivanti dall'allontanamento dei minori dal nucleo familiare e dal collocamento in casa-famiglia, nonostante, si legge nelle note, la presenza di documentazione clinica e scientifica sul trauma da separazione e istituzionalizzazione. Un'altra contestazione riguarda l'uso dei test psicodiagnostici. I consulenti criticano in particolare l'impiego di test grafici e proiettivi, definiti "scientificamente deboli" e contestano la modalità di somministrazione delle prove, avvenuta – secondo la loro ricostruzione – in condizioni emotive e linguistiche non adeguate. Uno degli aspetti centrali evidenziati nel documento riguarda l’assenza, nella stessa relazione Ctu, di diagnosi psichiatriche o disturbi di personalità nei confronti dei genitori. Nonostante ciò, la consulenza sarebbe comunque giunta a formulare giudizi di “inadeguatezza genitoriale” sulla base di tratti caratteriali come rigidità, controllo o difensività. Per i consulenti di parte, tali elementi non sarebbero sufficienti, da soli, a dimostrare un rischio concreto per i minori, soprattutto in assenza di osservazioni cliniche dirette e ripetute delle dinamiche familiari. Le note critiche mettono inoltre in discussione le competenze specialistiche della Ctu e dell’ausiliaria incaricata della somministrazione dei test, sostenendo che non emergerebbero requisiti specifici documentati in materia minorile. I consulenti contestano anche un "grave bias socioculturale” nella valutazione delle scelte di vita della famiglia, accusando la Ctu di aver interpretato modelli educativi alternativi, come homeschooling e stili di vita ecosostenibili, come indicatori di inadeguatezza genitoriale. I consulenti ritengono che questo approccio abbia spostato la valutazione dal piano strettamente clinico a quello ideologico. Nel documento vengono inoltre citati presunti atteggiamenti pregiudizievoli e riferimenti a post social, attribuiti all’ausiliaria, ritenuti incompatibili con l’imparzialità richiesta in un procedimento peritale. Nelle conclusioni, Cantelmi e Aiello sostengono che la consulenza tecnica non possa costituire base sufficiente per decisioni fortemente limitative della responsabilità genitoriale. Le valutazioni espresse, secondo i consulenti, sarebbero infatti "parziali", "ipotetiche" e fondate su strumenti ritenuti inadeguati. Il documento chiede quindi una rivalutazione complessiva dell'impianto peritale, evidenziando la necessità di accertamenti diretti, multidisciplinari e scientificamente fondati, soprattutto, in un procedimento che coinvolge minori e relazioni familiari.
"Confermo la disponibilità dei genitori a intraprendere un percorso di supporto parentale anche per essere aiutati a meglio sostenere i loro figli nella situazione che stanno vivendo" ha detto l'avvocato Simone Pillon, legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, dopo aver incontrato questa mattina i responsabili del servizio sociale e l'équipe di neuropsichiatria infantile del presidio di Atessa. "Con il servizio sociale si sono affrontate con grande franchezza alcune diversità di vedute e questo ha consentito un reciproco chiarimento che certo gioverà nell’immediato a distendere i rapporti. Mi auguro - ha concluso - che tutto quanto possa portare all’auspicato rientro dei minori in famiglia non appena possibile".
