(Adnkronos) - E se bastasse un punto sulla mappa per scoprire quale sarà il prossimo prodotto d’eccellenza italiano?
È la promessa di Agrivalor, la piattaforma sviluppata da Expleo Italia nel suo Data Science
Center di Lecce, sotto la guida del responsabile scientifico Livio Mariotti. Il funzionamento è intuitivo: bastano le coordinate GPS di un terreno, quelle che ogni smartphone fornisce in un secondo, e il sistema resituisce un ranking dei prodotti agricoli ottimali che quella specifica porzione di terreno è in grado di generare. Dietro questa apparente semplicità lavora un motore che in tempo reale analizza composizione del suolo, disponibilità idrica e condizioni ambientali, traducendo dati complessi in indicazioni operative immediate per agricoltori, amministratori e investitori. Il progetto è stato supportato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) nell'ambito degli Accordi per l'Innovazione, che ha cofinanziato il 26% dell'operazione su un valore complessivo superiore ai 6 milioni di euro.
La storia di Agrivalor ha inizio da un progetto, partito nel 2019 che ha coinvolto un team di 50 ricercatori in collaborazione con centri di ricerca e università italiane, oltre a 1.000 volontari che si sono sottoposti a esami clinici e biometrici, con un obiettivo ambizioso: mappare scientificamente le correlazioni tra salute umana, qualità ambientale e produzione agricola. Da questa base interdisciplinare — che intreccia medicina, scienze ambientali e agronomia — è emerso il motore scientifico di Agrivalor: la dimostrazione che esiste un legame diretto e misurabile tra la qualità di un territorio, dei suoi prodotti e il benessere di chi lo abita. Ad oggi, la piattaforma ha analizzato oltre 100 prodotti IGP e DOP italiani e ha avviato una prima ricerca pilota internazionale nello Stato del Wyoming, negli Stati Uniti. Il prossimo sviluppo prevede l'estensione alla floricoltura, per certificare le essenze di altissima qualità destinate all'industria cosmetica di lusso.
L'Italia conta 5.500 borghi custodi di un patrimonio straordinario fatto di paesaggi, arte, musica, cultura gastronomica. Di questi, circa 1.800 versano in condizioni di difficoltà economica che potrebbero essere invertite grazie a un'agricoltura ad alto valore aggiunto. Agrivalor si propone come motore di questo rilancio: individuando le produzioni a più alta redditività per ciascun territorio, abilita un ecosistema virtuoso che parte dall'agricoltura e arriva alla cucina d'eccellenza, contribuendo a rendere i borghi nuovamente attrattivi e abitabili. La prima sperimentazione sul campo coinvolgerà cinque borghi della Valle dell'Aniene, nel Lazio, con il sostegno attivo delle amministrazioni comunali locali.
