Prof aggredito da 11enne, sul casco del ragazzo le scritte sulle stragi Usa
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Prof aggredito da 11enne, sul casco del ragazzo le scritte sulle stragi Usa

Cronaca
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(Adnkronos) - Non solo il messaggio scritto su TikTok 'Don’t blame me for what I will do in 4 hrs', cioè 'Non datemi la colpa per quello che farò tra quattro ore'. L'undicenne che ieri ha tentato di accoltellare il suo

docente di tecnologia a San Vito Lo Capo, aveva pubblicato sempre sul social, con gli hashtag “Stream” e “truecrimetok”, una foto del casco integrale - poi indossato durante la tentata aggressione - con le scritte che facevano riferimento alle stragi di ragazzi negli Stati Uniti. Ad esempio 'Isla Vista' nella contea di Santa Barbara, in California, dove la sera di venerdì 23 maggio 2014 ci fu una strage di giovani nei pressi dell'università. Oppure la scritta 'Elliot', con il riferimento a Elliot Rodger, il ragazzo autore della strage. E' stato lo stesso professore a bloccare lo studente quando ha visto che lo voleva accoltellare. Per fortuna non è rimasto ferito, ma ha avuto solo qualche graffio.  

Dietro al gesto dell'11enne ci sarebbe un brutto voto preso dopo una interrogazione andata male, è il sospetto dei docenti della scuola frequentata dal ragazzino. Secondo gli inquirenti il giovanissimo avrebbe preparato tutto fin nei minimi particolari. Solo la prontezza del professore ha evitato il peggio. Giovedì sera, come scrive Serena Mazzini nella newsletter di Valetutto, "un account aveva mostrato l'outfit scelto per l'attacco". Poi ieri mattina il folle gesto e quella frase criptica. “L’undicenne che frequenta la prima media andava bene a scuola. Non c’erano stati segnali di disagio né di contrasti con i professori. Normali dinamiche scolastiche. Non possiamo aggiungere altro, il minorenne va tutelato”, ha detto il dirigente scolastico Alberto Ruggirello. 

L'audizione di oggi dell'11enne, non imputabile data la giovanissima età, è durata diverse ore. Il ragazzino è stato ascoltato, alla presenza di psicologi, presso la sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani, dalla Procuratrice dei minori di Palermo, Claudia Caramanna, che ha aperto un fascicolo. Ieri sono stati sequestrati i dispositivi elettronici a disposizione del bambino, dal cellulare al computer. 

"Nessun segno di pentimento" da parte del bambino, è quanto emerge, come apprende l'Adnkronos, dall'audizione, molto lunga, dell'alunno davanti alla Procuratrice Caramanna. Sembra che non abbia mai detto di avere sbagliato o di essersi pentito per quanto accaduto. 

 

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